sabato 28 marzo 2009

Ci voleva il terzo tempo

Ai tempi di Mai Dire Gol “Frengo e Stop”, alias Antonio Albanese, lo diceva sempre che, oltre al karaoke nell'intervallo dopo le partite del Foggia ci voleva un terzo tempo.

L'anno scorso a Firenze ci hanno provato, con il terzo tempo, non con il karaoke, ma poi la cosa non ha avuto seguito.

Ogni sabato pomeriggio, mentre vediamo il torneo delle cinque nazioni su LA7, ci ripetono che il calcio dovrebbe prendere esempio dal rugby, dove c'è il famoso terzo tempo e dopo essersele date di santa ragione per tutta la partita i giocatori delle due squadre se ne vanno a bere e scherzare insieme. In realtà a volte anche ai rugbisti capita di esagerare e bere un po' troppo, come è successo la settimana scorsa dopo Italia-Francia, quando il colosso francese Chabal ha iniziato a infastidire la fidanzata dell'italiano Castrogiovanni e ne è nata una rissa, per fortuna senza conseguenze.

Evidentemente devono aver presto spunto proprio da Chabal i calciatori e i dirigenti della Cavese, che dopo la partita persa domenica scorsa contro il Sorrento hanno attuato il loro personalissimo terzo tempo prendendo a pugni i loro avversari. Ad avere la peggio sono stati il centrocampista sorrentino, ed ex-foggiano, Attilio Nicodemo, colpito da un dirigente cavesino, e l'attaccante Florian Myrtaj, picchiato dall'altro ex rossonero Marruocco.

Che il campo di Cava dei Tirreni fosse particolarmente “caldo” lo si sapeva, la stranezza è data dall'inconsueta mano leggera del giudice sportivo, che ha dato tre giornate di squalifica a Marruocco e una ad Alfano, Farina e Nocerino e non ha nemmeno squalificato il campo della Cavese. Per fare un paragone basta pensare alle cinque squalifiche dei calciatori foggiani dopo la rissa di Salernitana-Foggia di due anni fa, tra l'altro anche quella volta tra i protagonisti c'era il portiere Marruocco.

Insomma siamo in un campionato dove basta qualche screzio tra tifosi per impedire a tutti i supporter di una squadra di seguire i propri beniamini in trasferta e dove il Ministero dell'Interno obbliga i Comuni a fare costosissimi lavori per mettere in sicurezza gli stadi ma dove contemporaneamente non si riesce a far stare tranquilli nemmeno i 22 calciatori che scendono in campo.


IL PROTAGONISTA
LA GIUSTIZIA SPORTIVA
Ancora una volta al centro dell'attenzione dei tifosi non c'è solo il calcio giocato.

In settimana oltre alle polemiche per la mite sentenza per la rissa di Cava (vedi box nella pagina) è arrivato anche il deferimento per il Crotone, che verrà probabilmente penalizzato in classifica per via dei ritardi nei pagamenti degli stipendi dei calciatori. Il Crotone andrebbe così ad aggiungersi a Juve Stabia, Potenza e Pescara, penalizzate rispettivamente di 2, 3 e 4 punti.

Di questo passo si rischia che il verdetto finale, invece che dal campo, arrivi dalla giustizia sportiva, e che le polemiche per le presunte disparità di trattamento tra squadra e squadra facciano alzare ulteriormente la tensioni tra tifosi.

Per fortuna il Foggia può stare tranquillo, viene da chiedersi però se non sia il caso di effettuare controlli migliori all'atto dell'iscrizione al campionato ed evitare questi problemi a stagione in corso, andrebbero inoltre rese più chiare le regole per i ripescaggi e infine si dovrebbe pensare a penalizzazioni automatiche che facciano in modo che vengano premiate le società con i conti in ordine.

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