martedì 24 gennaio 2012
martedì 17 gennaio 2012
Se la Concordia fosse affondata a Foggia
E se la nave Costa Concordia fosse affondata dalle parti di Foggia? molte cose sarebbero andate diversamente....
1. Quella sera invece che andarsene in giro sarebbero stati tranquilli in qualche porto, che lo sanno tutti che venerdì 13 porta sfiga.
2. Su 4.000 passeggeri almeno 15.000 si sarebbero presentati al Pronto Soccorso per cercare di fregare un po' di soldi all'assicurazione.
3. I primi a morire sarebbero stati quelli che stavano giocando con le macchinette del video poker: “sono sotto di 100 euro, lo sento che la fortuna sta girando...”
4. La nave non si sarebbe chiamata Concordia ma Maria Immacolata Assunta, o comunque come la moglie o l'amante dell'armatore.
5. Il comandante invece di scapppare avrebbe cercato subito qualche altra nave con una botta simile per fare qualche impiccio con l'assicurazione...
6. Non ci sarebbero stati costi di smaltimento del relitto, qualche carrozziere del posto avrebbe ricomprato la nave, sistemato la fiancata, dato una riverniciata, cambiato nome e poi l'avrebbe venduta per nuova...
7. Pericolo di fuga del carburante? Ma quando mai! I pescatori di manfredonia avrebbero fatto il sifone più grande della storia e avrebbero navigato a scrocco per un anno...2. Su 4.000 passeggeri almeno 15.000 si sarebbero presentati al Pronto Soccorso per cercare di fregare un po' di soldi all'assicurazione.
3. I primi a morire sarebbero stati quelli che stavano giocando con le macchinette del video poker: “sono sotto di 100 euro, lo sento che la fortuna sta girando...”
4. La nave non si sarebbe chiamata Concordia ma Maria Immacolata Assunta, o comunque come la moglie o l'amante dell'armatore.
5. Il comandante invece di scapppare avrebbe cercato subito qualche altra nave con una botta simile per fare qualche impiccio con l'assicurazione...
6. Non ci sarebbero stati costi di smaltimento del relitto, qualche carrozziere del posto avrebbe ricomprato la nave, sistemato la fiancata, dato una riverniciata, cambiato nome e poi l'avrebbe venduta per nuova...
8. La nave non sarebbe mai partita, Nessuno avrebbe voluto comandare o lavorare su una nave sfortunata fin dall'inaugurazione quando la classica bottiglia non si era rotta.
9. Avrebbero intervistato le mogli di tutti i marinai: “mio marito dovrebbero farlo santo, stava per morire durante una crociata”.
10. Quando hanno fatto sapere che una nave da crociera aveva bisogno di rimorchiatori si sarebbero presentati un bel po' di bei ragazzi fighissimi, di quelli lampadati e vestiti firmati dalla testa ai piedi...
Iacchetti, Morandi e Mongelli
Giovedì c'è Iacchetti a Foggia. Se a Morandi l'ha mandato a fanculo chissà a Mongelli cosa farà... (Sandro)
Mongelli al 45%
Mongelli è punultimo nella classifica dei sindaci con il 45% dei consensi... Secondo me ste classifiche sono truccate, dove le hanno trovate tutte ste persone contente di Mongelli?
domenica 8 gennaio 2012
Piccola Guida al Digitale Terrestre
AUTOPROMOZIONE: Il 7 maggio 2012 anche nella provincia di Foggia ci sarà lo switch off, cioè lo spegnimento del segnale analogico e il passaggio definitivo al Digitale Terrestre. Sul sito del mio negozio trovate una piccola guida, cliccate qui per leggerla.
giovedì 29 dicembre 2011
DA GRANDE FARO' IL SINDACO DI FOGGIA di Alberto Mangano
Ci sono libri di storia, scritti con criteri scentifici, con le fonti e tutti i particolari, e libri che raccontano storie. E poi ci sono recensioni serie, scritte da critici letterari, e articoli di lettori che parlano di libri (quelli che copincollano qua e là qualcosa da un comunicato stampa fingendo di aver letto il libro sono un discorso a parte).
Come potete immaginare quello di Alberto Mangano è un libro che racconta delle storie, e io avrò scritto al massimo quattro o cinque recensioni in vita mia.
Mi sono fatto regalare il libro per Natale e l'ho letto in tre giorni: lasciate perdere il titolo, non si parla di politica o di elezioni, semplicemente Alberto usa l'espediente di un cittadino che, divenuto sindaco per un giorno, porta in giro per la città due illustri ospiti, e tra una pagina e l'altra racconta un po' di storie di Foggia e di foggiani, quelli che conosciamo (quasi) tutti ma anche quelli che nominiamo qualche volta solo perchè gli hanno intitolato una strada.
Oh, mo non aspettatevi una cosa seriosa, si parla di Federico II e di Vincenzo Lanza, ma anche di torcinelli e scagliozzi, e le poche scritte in latino poi sono tradotte, che non abbiamo mica fatto tutti quanti le scuole grosse...
Forse ha ragione Alberto, se a Foggia siamo messi così male è anche perchè non conosciamo bene la nostra città e non ci rendiamo conto di quante persone straordinarie ci hanno visssuto, non solo scienziati e medici, ma anche ferrovieri che non esitavano a rischiare la vita per aiutare gli altri sotto i bombardamenti, o partigiani come i Fratelli Biondi.
Ieri mentre lo leggeve mi chiedevo: possibile che le uniche storie di cui parlano le tv e i giornali siano quelle delle vecchie partite Foggia? E gli spettacoli teatrali delle compagnia locali? Devono per forza parlare di corna ed eredità?
Ma forse sto divagando troppo, torniamo al libro, è curato bene anche nella copertina e nella grafica, ed è impreziosito anche da due poesie di Raffaele Lepore e da alcune molto foto belle realizzate da Alessio Mangano.
Alla fine credo che il risultato più bello sia stato che leggendo il racconto della passeggiata nella villa mi è venuta voglia di tornarci anche io, non lo facevo dai tempi dei salassi a scuola, magari ci porterò anche i bambini. I torcinelli no, quelli continuerò a non mangiarli.
Sentite a me, approfittate dei giorni di ferie per leggere il libro, e poi per fare un giro per la villa e il centro storico, magari con un bel coppitiello di scagliozzi in mano...
Come potete immaginare quello di Alberto Mangano è un libro che racconta delle storie, e io avrò scritto al massimo quattro o cinque recensioni in vita mia.
Mi sono fatto regalare il libro per Natale e l'ho letto in tre giorni: lasciate perdere il titolo, non si parla di politica o di elezioni, semplicemente Alberto usa l'espediente di un cittadino che, divenuto sindaco per un giorno, porta in giro per la città due illustri ospiti, e tra una pagina e l'altra racconta un po' di storie di Foggia e di foggiani, quelli che conosciamo (quasi) tutti ma anche quelli che nominiamo qualche volta solo perchè gli hanno intitolato una strada.
Oh, mo non aspettatevi una cosa seriosa, si parla di Federico II e di Vincenzo Lanza, ma anche di torcinelli e scagliozzi, e le poche scritte in latino poi sono tradotte, che non abbiamo mica fatto tutti quanti le scuole grosse...
Forse ha ragione Alberto, se a Foggia siamo messi così male è anche perchè non conosciamo bene la nostra città e non ci rendiamo conto di quante persone straordinarie ci hanno visssuto, non solo scienziati e medici, ma anche ferrovieri che non esitavano a rischiare la vita per aiutare gli altri sotto i bombardamenti, o partigiani come i Fratelli Biondi.
Ieri mentre lo leggeve mi chiedevo: possibile che le uniche storie di cui parlano le tv e i giornali siano quelle delle vecchie partite Foggia? E gli spettacoli teatrali delle compagnia locali? Devono per forza parlare di corna ed eredità?
Ma forse sto divagando troppo, torniamo al libro, è curato bene anche nella copertina e nella grafica, ed è impreziosito anche da due poesie di Raffaele Lepore e da alcune molto foto belle realizzate da Alessio Mangano.
Alla fine credo che il risultato più bello sia stato che leggendo il racconto della passeggiata nella villa mi è venuta voglia di tornarci anche io, non lo facevo dai tempi dei salassi a scuola, magari ci porterò anche i bambini. I torcinelli no, quelli continuerò a non mangiarli.
Sentite a me, approfittate dei giorni di ferie per leggere il libro, e poi per fare un giro per la villa e il centro storico, magari con un bel coppitiello di scagliozzi in mano...
lunedì 26 dicembre 2011
E come ogni anno...
di Michele Frattulino
…e come ogni anno, scippo più scippo meno, o scippo i cui ultimi dettagli sono da definire, passo a elencare, e ringrazio Babbo Natale per quanto ha donato alla città di Foggia, al solito accettato passivamente dal menefreghismo quasi generale dei concittadini e da chi, sebben pagato più che profumatamente, dovrebbe ribellarsi a questi soprusi e non “pigolare” a scippo avvenuto; ovviamente parlo dei rappresentanti delle “istituzioni” a livello locale, provinciale, regionale e nazionali, questi ultimi “Porcelluminianamente” eletti.
E ’ proprio vero il detto Foggiano: “ Sanda Kiàre, dòpe arrubbàte, ‘i kanğille de firre! (non traduco perché credo che questo detto sia noto a tutti):
1) Trenino elettrico completo di stazione bypassata e un unico binario….morto;
2) Elicottero telecomandato da far volare solo ed esclusivamente sul piazzale del Gino Lisa… e guai a farlo incendiare!
3) L’IMU..rte de ki………:
4) Agenzia Nazionale per la sicurezza alimentare;
5) Perforazione dei fondali marini al largo delle Isole Tremiti;
6) Panchine ricollocate su viale XXIV Maggio sulle quali poter continuare …a sonnecchiare.
…E malu màle kè ‘a Bbèfàne nğe kalkuléje probbije!!!!!!!(meno male che la Befana non ci calcola proprio).
Michele Frattulino
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michele frattulino
giovedì 22 dicembre 2011
Tradizioni Natalizie Foggiane
di Michele Frattulino
Chi d i noi , parlo degli ultra cinquantenni, non ricorda i versi della canzone: ” ‘Mo véne Natàle, ke sènza denàre, facìmece ‘u litte e ce jàme a kurcà” (or viene Natale, senza denari, prepariamoci il letto e andiamo a coricarci ) oppure le voci dei venditori, quali ” M’agghia mètte ‘o zìnne d’a stràde, agghia sènde addore d’ ‘i kartellàte “ (devo mettermi in fondo alla strada, devo sentire l’odore delle cartellate ) ,oppure “ ‘U kapetòne Lèsse ( il capitone di Lesina), cifele e kapetòne a na lìre ‘o kine ( cefali e capitoni a mille lire al chilo).
E’ storia vecchia; oggi si va al supermercato, e trovi ciò che più ti aggrada .
Le festività Natalizie, erano le più sentite, e nel loro contesto, le tradizioni a esse abbinate.
Basta immaginare, che per assaggiare dolci natalizi,classici foggiani, quali:cartellate, scaldatelli, calzoncelli, , pastarelle, taralli neri, mandorle atterrate e mustaccioli, (Kartellàte, skavetatille, kavezunğille, pastarèlle, taralle nìgre, mènele atterràte e mustacciule ) bisognava aspettare un anno intero.
Già dopo il 13 dicembre, Santa Lucia, Natàle ‘a tredecìne- (Tredici giorni a Natale ), nelle case s’akkumenzàve a mbastà o trembà - si cominciava a preparare gli impasti - da portare al forno.
In loco, venivano date le varie forme, affelaràte o arrengàte (messe in fila ) nd’e ramére (tegami a forma rettangolare, per intenderci, quelli per la pizza ), e dopo l’avvenuta cottura, ancora caldi, delicatamente riposti nd’ e kanìstre (cesti di vimini intrecciati) venivano riportati a casa e riposti sugli armadi - dico bene- sugli armadi, in modo da non poter essere mangiati prima della festa.
Oggi, queste leccornie, sono sostituite dal classico panettone, perché la maggioranza delle persone, nen vòle mbìcce p’a kàse (non vuole impicci per casa,o per meglio dire, preferisce comprarli).
Passiamo ora al presepe.
Per allestirne uno, dovevi lavorare di fantasia; La carta roccia, non esisteva, e la si ricavava, colorando la carta delle sacchette che contenevano il cemento.
Per i vari accessori, casette, ponti, pozzi ecc, dovevi procurarti il materiale necessario per costruirli, recandoti nelle falegnamerie e rovistando tra gli scarti della lavorazione, recuperando ciò che sarebbe potuto servire; infine con tanta tanta insistenza, chiedevi un po’ di colla fino a che il proprietario, esasperato, suo malgrado ci accontentava.
Per i chiodini, si ricorreva ‘o skarpàre ( il calzolaio).
Il difficile consisteva nel procurarsi le statuine, che costavano un’accidenti per quell’epoca (20 lire), ed erano di gesso, quindi molto fragili.
Si ricorreva allora ai nonni, agli zii, e qualche volta, anche ai genitori. L’interessante era iniziare l’allestimento, il giorno dell’Immacolata.
Oggi, ringraziando il Signore, un presepe si può acquistare già completo di tutto…. ma la fantasia, non viene più stimolata.
Arriviamo al giorno della Vigilia di Natale.
Provo a descriverla, anche se molto meglio di me, l’ha già fatto in versi, il compianto concittadino, poeta e commediografo dialettale “Raffaele Lepore“, nella poesia “ ‘A viğğìlije (“La Vigilia”).
Dal primo mattino, in ogni casa c’ è fermento, per preparare il cenone, ma prima di tutto, si friggono “ ‘i pèttele” , impasto di farina, acqua e lievito, offerte ad amici e parenti che si alternano nell’arco della giornata, che vengono a farti visita, per augurare il Buon Natale;
di solito si abbina alle pettole, un mandarino, per togliere il sapore del fritto, e l’immancabile liquore di limone fatto in casa.
I ragazzini, si accompagnano agli adulti,e tra un dolcetto e l’altro, recitano la poesia nella speranza di ricevere dai presenti, “ ‘a rialìje “ o “ ‘a ‘mbèrte “, che è la stessa cosa, cioè una piccola somma di danaro in regalo.
Tra una visita e l’altra, il tempo vola e si arriva alle ore 18 circa, quando ormai è tutto pronto per il cenone.
Ma sapete qual è il menu classico?
Passo ad elencarlo: Vrukkele de ràpe allèsse e kunzàte ke l’ugghie krùde (Broccoli di rape lesse e condite con olio crudo) , lenguìne k’u zùke d’anguìlle (linguine con il sugo d’anguilla ) o per variante, spakètte k’u tùnne (spaghetti con il tonno), bbakkalà frìtte o mbianghe (baccalà fritto e in bianco), kapetòne ‘o zùke, frìtte e arrestùte (capitone al sugo, fritto e arrostito).
Pausa per la letterina; (da non confondere con le veline, schedine ecc.)
Immaginate una famiglia numerosa come la mia e tante altre, che doveva sorbirsi la lettura di… dieci letterine e la declamazione di dieci poesie, in italiano e altrettante in inglese .
Ma è la regola e bisogna rispettarla, come bisogna elargire a tutti ‘a mbèrte.
Per digerire quest’abbuffata, di cibo e poesie, si passa all’acce (sedano) e finocchio.
Si prosegue k’a skurzìme (frutta secca) e con i dolci sopra citati.
Chiude il tutto, un bicchierino di liquore al limone- magari fosse solo uno !
Finito il cenone, i bambini,e qualche adulto, pretendono la tombolata (il bingo odierno) ma la difficoltà è quella di segnare i numeri sulle caselle, con tutto ciò che capita a tiro: bucce di mandarino, fagioli, briciole di pane ecc, che saltano via al minimo movimento della tovaglia, a causa di una involontaria gomitata, poiché lo spazio non è sufficiente per far giocare tutti.
E come diceva Modugno, “ è giunta mezzanotte ”, e quindi tutti in chiesa per ascoltare la Santa Messa, nella quale viene rievocata la nascita di Gesù Bambino.
Quello nel presepe di casa, solitamente nasce prima del cenone.
Terminata la funzione religiosa, tutti a casa per una ricca dormita - si fa per dire - ma dopo una giornata così stressante, abbinata a un tremendo mal di testa e di stomaco, concludo allo stesso modo in cui termina la poesia “ La vigilia “ : L’unica cosa necessaria è un buon bicchiere di bicarbonato.
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michele frattulino
martedì 13 dicembre 2011
La tombola foggiana
‘A tombele Fuğğiàne… Ìje m’arrekorde akkussì
di Michele Frattulino
2 ‘A krijatùre
3 ‘A gatte
4 ‘U purke
5 ‘A màne
6 Guardà ndèrre
7 ‘U renàle
8 ‘A Madonne
9 ‘A figghiàte
10 ‘I fasùle
11 ‘I sùrğe
12 ‘U suldàte
13 Sand’Andonije
14 ‘U mbrijàke
15 ‘A bbambìne
16 ‘U Kùle
17 ‘A desgrazzije
18 ‘U Sanghe
19 San Ğğesèppe
20 ‘U Kàpekanàle –grande festa di ringraziamento per
l’ottimo raccolto )
21 ‘A fèmmeme allanùte
22 ‘I pacce
23 ‘U kùle ‘a kamarére
24 ‘A veğğìlije
25 Natàle
26 Sande Stèfene
27 Sambaganìne
28 ‘I mammèlle
29 Sambitre
30 Popele pìkkule e fabbrekatòre fetènde
(oppure) ‘I palle d’u tènènde.
31 ‘U padrùne de kàse
32 ‘U Kapetòne
33 l’anne de Krìste
34 ‘A kapuzzèlle
35 ‘A vecille
36 ‘i kastagnòle
37 Ze moneke
38 ‘I takkaràte
39 ‘A zòke
40 ‘A Ualle
41 ‘U Kurtille
42 ‘U Kafè
43 ‘A fèmmene affacciate
‘o bbalkòne
44 ‘U karcere (Sand’Elìğìje)
45 ‘U vìne bbune
46 ‘I denàre
47 ‘U murte
48 ‘Murte kè parle
49 ‘U pizze de karne
50 ‘U pàne
51 ‘U ğğiardìne
52 ‘A mamme
53 ‘U vikkiarille
54
‘U kappille
55
‘A mùseke
56 ‘A
kadùte
57
‘U sgubbatille
58
‘U kuppetille
59
‘I pile
60
‘I laminde
61
‘U kacciatòre
62
‘U murt’accìse
63 ‘A spòse
64 ‘A sciammèreke
65 ‘U kiande
66 ‘I dòje zetellòne
67 ‘U pùlepe nd’a kitarre
68 ‘A zùppe s’è kkotte
69 Kum’avùte
e kum’ağğìre
70 Se l’attande ( oppure) ‘U palazze
71 ‘U nemmalènde
72 ‘A meravìglie
73 ‘U spudàle
74 ‘A grotte
75 Pulecenèlle
76 ‘A fundàne
77 ‘I diavele( oppure) ‘I gamme d’i
fèmmene
78 ‘A bbèlla figghiòle
79 ‘U marijulle
80 ‘A vokke
81 ‘I fiùre
82 ‘A tavele apparikkiàte
83 ‘ U màletimbe
84 ‘A kkise
85 L’aneme d’u Purgatorije
86 ‘A putéje
87 ‘I pedùkkie
88 ‘I prevelùne
89 ‘A vèkkie
90 ‘A paùre
Nota: per quanto
concerne il n. 70, se il banditore dice:
se l’attande, i giocatori rispondono in coro: quante volte?
- la risposta viene
data leggendo il numero impresso sul bussolotto successivamente estratto.
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michele frattulino
domenica 11 dicembre 2011
FOGGBOOK CONTRO LA RIMOZIONE DELLE PANCHINE
Anche noi di Foggbook – Satira Foggiana ci schieriamo contro l'assurda decisione del Comune di Foggia di smontare le panchine sul Viale della Stazione. Ovviamente lo facciamo insieme con il nostro stile ed insieme ai nostri tanti lettori:
DOMANDA: Il Comune ha fatto smontare le panchine del Viale della Stazione perché le usavano (anche) persone poco raccomandabili. E le sedie dell'aula del Consiglio Comunale ?
LE PROSSIME ORDINANZE DEL COMUNE DI FOGGIA
1. Per combattere gli scippi, aboliremo le vecchiette.
2. Per contrastare i furti negli istituti scolastici, si procederà ad un piano di abbattimento degli stessi.
3. Alla luce della recrudescenza del fenomeni delle tangenti, l'amministrazione comunale di Foggia decide il ritiro dei libri di geometria.
4. Elimineremo tutti gli alberi dai viali così gli uccelli che li abitano non potranno più cagarci in testa.
5. Per combattere il degrado nelle aree verdi, sarà vietato passeggiare e fare footing.
6. Per combattere il proliferare dei piccioni, rimuoveremo tutte le fontane.
7. Per combattere l'emergenza rifiuti, verrà abolito l'US Foggia dirigenza e calciatori compresi.
8. Per evitare spiacevoli incidenti, la Piazzetta sarà chiusa al traffico... PEDONALE.
9. Per combattere l'usura, chiuderemo gli esercizi commerciali.
10. Il Comune avvisa le prostitute: "Se senza panchine fate 100 metri e vi andate a sedere sui bordi della fontana, abbatteremo la fontana".
IL RETROSCENA:
Voi scherzate ma a me risulta che in giunta erano divisi, alcuni erano contro la rimozione delle panchine, avevano proposto di dipingerle di blu e renderle a pagamento. C'erano pure le tariffe: culo piccolo: 1 euro l'ora, culo grande 1,5...
LA PROTESTA:
Caso panchine, il consigliere De Santis che si è opposto alla rimozione, dichiara: "E' la strada sbagliata". Il comune: "Dicci la strada giusta, che le leviamo pure da là".
ULTIM'ORA:
Foggia-Ternana. Casillo ha dichiarato che in caso di sconfitta smonterà la panchina.
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