martedì 1 gennaio 2008

Incidenti catto-natalizi 2 (peggio ancora)



Qualche giorno fa ho pubblicato un articolo di Don Fausto Parisi sugli "incidenti catto-natalizi" avvenuto la notte di Natale nella Chiesa della Beata Maria Vergine. Sembra che le cose siano ancora più pesanti. Anticipo un altro articolo di Don Fausto che uscirà su L'ATTACCO del 3 gennaio.

PS: Tantissimi di voi stanno inviando commenti. Se volete intervenire potete anche farlo inviando una mail a benfoggianius@bengodi.org



Del fatto del trambusto in una chiesa di Foggia, di cui ci era giunta notiza in un primo momento tramite email, abbiamo avuto una seconda versione, che dice ben altro che un gruppetto di giovani ubriaconi che molestano la celebrazione del natale. Se vera, la cosa è decisamente piu grave e forse è tempo che l’autorità ecclesiastica intervenga.

Vi cito per disteso la nuova versione dei fatti: “E' accaduto la notte di Natale nella parrocchia B.M.V. Madre della Chiesa di Foggia durante l'EUCARISTIA.Il parroco a Natale e a Pasqua fa cantare il coro della parrocchia che ha come organista e direttore un ex neocatecumenale.Da 2 anni a questa parte durante la veglia Pasquale e Natalizia gli aderenti del cammino Neocatecumal, controcantavano i canti del coro (cosa che non entrava nel programma ) facendo andare fuori tonalita' i solisti del coro. Quest' anno la cosa si è ripetuta durante il canto dell'Eucarestia dove l'organista (Mario D’alessandro) è stato costretto a fermare la musica e avvicinandosi agli aderenti del cammino chiedendo gentilmente di smetterla di fare dispetti con contro canti che non fanno parte del coro,uno di questi ha dato un piccolo tocco di piede dell'organista che con questo gesto l'assemblea si è trasformata in rissa. I neocatecumenali erano irriconoscibili e molto aggressivi contro di tutti, l'organista e altre persone sono andati a casa a medicarsi . Fuori dalla chiesa si sono scaraventati contro l’auto di un prete(di oltre 70 anni tirando calci e pugni sull’auto) che aveva cercato di calmare la cosa. Ma la chiesa quando da un taglio a questa ……che si trova nel cuore della nostra Chiesa Cattolica?”.

Questo la nuova versione dei fatti. Che i neocatecumanali sarebbero divenuti un problema per la chiesa di Foggia lo si era capito fin dagli anni settanta, quando timidamente muovevano i primi passi, e già la cosa si faceva problematica. Il parroco dove ero diacono faceva due messe di pasqua nella stessa notte. Già all’epoca mi pareva una stortura: ci vuole un coraggio a ripetere due volte la stessa veglia pasquale, le stesse letture, le stesse cerimone. Ma quante volte il Cristo può risorgere nella stessa notte, nello stesso luogo, per lo stesso prete, nella stessa comunità cristian?" La mia fu una voce clamante nel deserto. Conquistare la parrocchia, il parroco e tutto il resto, era questo il programma latente e inespresso di quei timidi, all'apparenze, ma ben aggerriti neoconvertiti.

Personalmente li ho sempre considerati poco piu che una setta, con idee confuse e comprtamenti che promettevano niente di buono. Pretenzioso era il loro cammino catechistico, per lo meno inusuale, pretenzioso il loro progetto pastorale, ed in campo sociale e politico, poi, decidamente reazionari e di destra. Devo aver incontrato proprio i peggiori, forse non tutti sono così. Comuqnue non accettavo quel clima di eccessiva vicinanza tra i membri del cammino, quel chiamarsi fratelli, e quel gergo biblico attualizzato furoi tempo Nemmeno il monachesimo era arrivato a fare tanto. Bisogna capire che comunità cristiana è una cosa, gruppismo invadente è un’altra. La comunità parla di etergoneità, di diversità di carismi, di azioni anche personali e non sempre e solo di massa, il gruppo invece di uniformità, identità di idee e di vedute, atteggiamenti comuni, massa, allineamento. Il gruppo è un meccanismo educativo dell’età adolescenziale da tenere sempre sotto controllo, per gli evidenti pericoli che ha in sé, la comunità è, invece, una sana proposta per la vita adulta. C’è, poi, una privacy nel cammino spirituale cristiano che a nessuno è concesso invadere o manipolare, neppure in vista di un bene superiore. Si è a livello di coscienza. Nessun segnale esterno potrà identificare o determinare un cammino cristiano. Passaggi obbligati e segni visibili, tappe precise e riconoscibili, sono dinamiche inusuali per la chiesa cattolica, che nella sua storia non hai mai scritto il minimo sindacale per dirsi cristiani. La santità è il massimo, il minimo è quello che ognuno può fare. La vedova che da due spiccioli, all'apparenza non dà niente, ma dà tutto il suo massimo. Siamo alla scoperta dell’acqua calda: se fai certe precise cose, dimostri di essere un convertito e un cristiano, se non le fai, non lo sei. Il passaggio all’ipocrisia è quanto mai breve e a portata di mano. E fin qui si tratta di personali considerazioni. "Ognuno, mi disse una volta il cardinal Tonini, si droga come vuole" e aveva ragione da vendere. Ho smesso di discutere da tempo con costoro. Non ne vale proprio la pena, si parla lingue diverse. La chiesa nella sua bimillenaria storia di queste cose ne ha viste tante e forse anche di peggiori. Passerà anche questa, ne sono convinto.Poi da tempo preferisco guardare ai fatti della carità concreta più che alle discusisoni teologiche o di metodologia pastorale, accademiche quanto basta e che davvero, in certi ambienti, lasciano il tempo che trovano. Tu canta allo Spirito santo quanto vuoi, mi verrebbe da dire, tu prega come vuoi e per tutto il tempo che vuoi, fai pellegrinaggi, digiuni e sacrifici, flagellati pure se questo ti puo aiutare, ma il Signore ha scritto a chiare lettere nel vangelo: “misericordia voglio e non sacrifici”. Che tradotto in altre parole sta ad indicare che verremo giudicati solo ed esclusivamente sulla carità. Discutere troppo a lungo sul resto è quasi un grave peccato di omissione, per il tempo che viene così sottratto alla carità.

Pare che il Vescovo abbia convocato le due parti per una chiarificazione. Il fatto quindi c’è stato. Pare che l’intero consiglio pastorale di quella parrocchia e il suo coro si siano dimessi per protesta. La cosa sta montando. Se erano dei poveri ubriaconi che alticci per le feste natalizie andavano a disturbare la quiete religiosa di una comunità, la cosa era seria, ma non era poi la fine del mondo. Se invece si tratta di un gruppo all’interno della stessa comunità che di proposito disturba la cerimonia religiosa, solo perché non gestita da loro, allora la cosa è decisamente piu grave. Cosa avverrà dopo? Ma proprio nulla. A Foggia per la fine del mondo ci vuole ancora tempo. E’ solo un altro dei tanti segnali di una degenerazione iniziata da tempo e che nessuno ha avuto il coraggio di curare di arginare. E siamo solo all'inizio.
Dall’America con passione.
Don Fausto Parisi

43 commenti:

Anonimo ha detto...

La cosa strana è che don Mimmo non ha fatto un bel niente .Io ero presente (se non era per Don Rosario che ha difeso Mario i N.Catecumenali se lo mangiavano.Don Rosario era riuscito a mettere Mario nella sua auto, i neocatecumenali nell'accorgersi si sono scaraventati contro l'auto.Don Mimmo si è chiuso nella canonica ed è uscito il giorno dopo.Ma Questi non è troppo giovane per fare il parroco alla BMV MADRE DELLA CHIESA?

Anonimo ha detto...

Sono un collaboratore del GRIS FOGGIA (NON ISCRITTO AL GRIS e appartenente alla BMV).Il GRIS è UN GRUPPO riconosciuto con statuto dalla NOSTRA CHIESA CATTOLICA e difende la nostra fede dalle sette.La notte di Natale(ero alla BMV) mi sono chiesto se le SETTE si trovano all'interno della mia CHIESA o all'esterno.OGNI BENE.

Anonimo ha detto...

Volete sapere chi sono i neocatecumenali? www.geocities.com/Athens/Delphi/6919

Anonimo ha detto...

Cenni storici

Il Cammino Neocatecumenale è un movimento cattolico post-conciliare nato negli anni ’60 a Madrid (Spagna) per opera di Kiko Arguello. Oggi il Cammino Neocatecumenale conta di un gran numero di comunità sparse in tutto il mondo e di un’opera di evangelizzazione itinerante che porta a conversione migliaia di persone ogni anno.
Tuttavia l’operato di suddette comunità suscita nel mondo cattolico diverse perplessità riguardo ai contenuti dottrinali e liturgici, e riguardo al sistema di manipolazione psicologica esercitata sugli aderenti tanto da far apparire questo movimento come una setta a controllo mentale.

KIKO ARGUELLO

Pittore, nato in una famiglia borghese madrilena e dal passato turbolento, laureato in architettura, sostiene di aver avuto un’apparizione mariana nella quale la Vergine Maria gli affidava il compito di costruire “... comunità come la Santa Famiglia di Nazareth che vivano in umiltà, semplicità e lode, dove l’altro è Cristo...”. La sua conversione l’ha portato ad evangelizzare nei baraccati di Palomeras Altas a Madrid servendosi solo di una Bibbia e una chitarra. Entrato nella scuderia dei movimenti post conciliari si è teologicamente formato sul catechismo olandese e sugli studi del protestante Bohnoeffer. Oggi Kiko è un leader carismatico che è riuscito a imporre la sua autorità in numerose diocesi e parrocchie (tramite i suoi catechisti) e il suo stile pittorico (costruendo chiese in stile neocatecumenale)... Dove sarebbe dunque questa umiltà e semplicità tanto raccomandata dalla Santa Vergine?


CARMEN HERNANDEZ

Compagna inseparabile di Kiko Arguello, soprannominata l’”Anima” del Cammino, si è unita a Kiko dopo aver lasciato l’ordine delle Carmelitane Scalze (doveva prendere i voti) perchè aveva visto “...agire lo Spirito...” in quella comunità radunata intorno al loro fondatore che aveva così tanta familiarità con la Parola. Carmen è stata giudicata incapace d’obbedire. Frequentemente nelle sue catechesi sostiene di sentirsi perseguitata da suo padre che voleva impedirle di seguire Cristo.


LA PRIMA COMUNITA’

La prima comunità neocatecumenale si formò a Madrid. Era composta generalemente da gente sfortunata, omosessuali, prostitute, tossicodipendenti e alcolizzati, tutti riuniti intorno a Kiko per l’ascolto della Parola. Furono notati dal Vescovo locale ed in breve tempo sorsero altre comunità fino all’arrivo a Roma. L’elevato numero di conversioni portò al sigillo definitivo del movimento nella Chiesa Cattolica grazie ai cambiamenti introdotti dal Concilio Vaticano II indetto da Papa Giovanni XVIII.


IL CAMMINO

Il Cammino Neocatecumenale propone un itinerario di formazione cristiana post-battesimale utile soprattutto per i cosiddetti “lontani” seguendo lo stile di vita comunitario delle prime comunità cristiane. Il compito principale è attuare il risveglio della fede. Il percorso di fede dura circa 20 anni ed è strutturato in varie tappe:

Catechesi d’Annuncio e 1° convivenza

Primo passaggio (precatecumenato, individuare la propria croce)

Secondo Passaggio (catecumenato, rinuncia ai beni)

Preghiera

Traditio

Redditio

Padre Nostro

Elezione

Rinnovo delle promesse battesimali

Le comunità sono formate da circa 30 persone con responsabili, catechisti e presbiteri e operano indipendentemente le une dalle altre. A capo delle varie comunità ci sono responsabili regionali, nazionali ed internazionali (itineranti), incredibile il numero delle chiamate vocazionali per i seminari REDEMPTORIS MATER, per i conventi di clausura e per l’evangelizzazione itinerante.


LA DOTTRINA

L’insegnamento religioso impartito nelle comunità ha sempre suscitato perplessità all’interno del mondo cattolico ed è racchiuso in un direttorio catechetico segretissimo e trasmesso oralmente alle varie comunità. Le congregazioni vaticane hanno cercato di correggere gli errori ma, stando a quel che si dice, le catechesi da 40 anni sono rimaste sempre le stesse. Molti concetti sull’Eucarestia, il senso del peccato e la penitenza sono di matrice luterana, la liturgia mescola contenuti ebraici e addirittura gnostici, la salvezza sembra essere più frutto di Abramo che di Cristo, svilimento della figura della Vergine Maria, ridotta a ruolo di semplice madre, e dei Santi.

L’ABUSO PSICOLOGICO

La chiusura dei vari gruppi al mondo esterno, seppur cattolico, fanno sentire i fedeli partecipanti come appartenenti ad un’elite che salverà il mondo. I catechisti si sentono investiti di una missione divina e possono pretendere obbedienza totale dal gruppo, sottoposto continuamente a minacce di dannazione se qualcuno decide di lasciare le comunità. I fedeli vengono forzati a raccontare i loro peccati davanti alla comunità con la tecnica della cosiddetta “sedia bollente”, in più si aggiunga una continua richiesta di denaro per sostenere l’evangelizzazione itinerante e mantenere le famiglie numerose “aperte alla vita”. Ai ragazzi viene consigliato il matrimonio endogamico, mentre per i single è riservata la vita religiosa. Tutto ciò che è fuori dalla comunità e da considerarsi “idolo” e come tale va odiato. L’arma dell’idolatria viene utilizzata contro le famiglie degli adepti che sono fuori dalla comunità, si predica l’odio evangelico.


CONCLUSIONI

Il Cammino Neocatecumenale conta su uno statuto approvato ad experimentum e scaduto a giugno del 2007. Tuttavia i buoni propositi in esso contenuti non sono mai stati applicati. Siamo a dicembre 2007... le approvazioni definitive non sono ancora arrivate...

Anonimo 1 ha detto...

Prima si parlava chiaramente di un gruppo neocatecumenale. Ora sembra invece che si sia tratto di ubriachi. Insomma, credo che prima di sparlare di un movimento cattolico sarebbe opportuno che i fatti venissero accertati in modo chiaro.

Anonimo ha detto...

Al contrario prima si è parlato sull'Attacco di ubriaconi (cosi' gli è pervenuta la notizia a don Fausto).Persone che hanno veduto la cosa hanno testimoniato e giurato cio' che ha scritto don Fausto la seconda volta.(Io sono uno che ero presente ed un mio amico quella notte cantava nel coro diretto da Mario)W la verita'.

Anonimo ha detto...

Il Concilio Vaticano II ha dato origine ad un pullulare di Movimenti che hanno fatto pensare ad una “nuova primavera” della Chiesa. Tra questi, non ultimo, penso sia il Movimento Neocatecumenale, che ha avuto i suoi inizi nei dintorni di Madrid nel 1964, per opera di Kiko Argüello. Giovane irrequieto, maestro d’arte, uscito da una famiglia benestante di Madrid, andò a vivere tra i baraccati di Palomeras Altas.
A venticinque anni iniziò il Movimento Neocatecumenale coadiuvato, in seguito, da Carmen Hernàndez, ex suora, carmelitana scalza, non ammessa ai voti solenni, in attesa di partire per le missioni.
Il testo base del “Cammino Neocatecumenale” è costituito dagli “Orientamenti alle équipes di catechisti per la fase di conversione” che sono la trascrizione delle catechesi fatte da Kiko e da Carmen a Madrid nel 1972: un’autentica riformulazione del Credo Cristiano alla luce degli scritti di qualche sconosciuto teologo francese e soprattutto del protestante Bonhoeffer. In pratica sono il testo catechistico ufficiale per la formazione degli aderenti al Movimento, consegnato solo ai catechisti perché li utilizzino nelle loro catechesi.
Questo testo (tenuto scrupolosamente nascosto agli estranei, agli aderenti e, fino a qualche anno fa, alla stessa Chiesa) ha un ruolo fondamentale nel Cammino Neocatecumenale. Kiko lo presenta come ispirato, non precostituito. Quanti aderiscono al Cammino ritengono Kiko un profeta. Tutti (anche i sacerdoti) devono credere alle sue parole, anche quando sembrassero contrarie agli insegnamenti della Chiesa. Tutti si esprimono con le sue espressioni e i suoi concetti e ne imitano il modo di pregare e di cantare, … ed alcuni persino il vestire.
Prima d’ogni evangelizzazione, i catechisti regionali, riuniscono le équipes (sacerdoti compresi) e insieme ripetono a memoria la parte del testo di Kiko che poi verrà usata nella catechesi. Chiunque si esprima in modo diverso è richiamato severamente.

PREMESSA
Da anni conosco e seguo con apprensione il CN. Più di una volta ho esposto le mie preoccupazione al Vescovo che puntualmente mi ha ricordato l’atteggiamento benedicente del Papa ed il silenzio compiacente delle Congregazioni Romane.
A suo tempo pregai Padre Zoffoli di non scrivere in maniera polemica ma di esporre semplicemente i testi delle catechesi di Kiko Argüello, senza quel fiume di parole che confondono e ubriacano gli sprovveduti ascoltatori.
Egli m’aveva assicurato che l’avrebbe fatto non appena avesse dato alle stampe “VERITA’ SUL CAMMINO NEOCATECUMENALE” che riteneva una ‘bomba’ che avrebbe finalmente smascherato i contenuti ereticali delle catechesi di Kiko con testimonianze dirette che confermano l’autentica natura ereticale degli insegnamenti e documentano l’angoscia di tante persone profondamente sconvolte nell’intimo. Il buon Padre non ha potuto dar seguito al suo proposito. Ora, non senza qualche presunzione, ci provo io, povero parroco, senza la cultura, l’intelligenza e la santità del venerato Padre.
Questo mio lavoro è destinato principalmente ai Vescovi e ai sacerdoti non appartenenti al NC. Il mio intento è d’informarli sul reale contenuto delle catechesi NC con abbondanza di testi tratti direttamente dalle loro fonti, dando un filo logico a tante affermazioni dottrinali (disperse in oltre 2.800 pagine) affinché tutti possano conoscere dottrina e prassi di questo ‘Cammino’ che va diffondendosi capillarmente nella Chiesa, in ogni parte del mondo.
I dirigenti del NC hanno la piena convinzione di riuscire là dove tutti gli altri hanno fallito, perché essi hanno ricevuto da Dio la missione di salvare il mondo. Facendo uso di tecniche persuasive, coniando parole nuove che disorientano e portano ad accettare acriticamente idee nuove e usando termini tecnici, creano nel gruppo degli aderenti un senso di singolare appartenenza, di privilegio, di novità… ma negli estranei… confusione e una barriera che è di ostacolo per ogni dialogo.
L’iniziatore del CN ha assunto un ruolo di ‘profeta’ che tutti gli riconoscono: ogni suo gesto, parola, modo di cantare, di vestire… viene fedelmente imitato.
Egli ha il ‘carisma’ che è fondamento della sua autorità e della sua dottrina. Ciò gli consente d’essere guida spirituale, esempio di preghiera, di vita, di canto, di pittura…e tutti sentono il bisogno di seguirlo e di imitarlo, e il dovere di difenderlo, se criticato, anche quando si mostrasse contraddittorio nelle sue affermazioni o nascondesse la sua dottrina, le sue richieste e i suoi obiettivi.
Chi ha un minimo di conoscenza teologica avvertirà che lo scopo principale delle catechesi NC è quello di dimostrare ai fedeli che avvicinano, che il loro cristianesimo è senza valore, e che quindi devono guardare bene in faccia la loro vera realtà, scandagliando in profondità l’abisso della loro corruzione, per scoprire l’angosciosa realtà d’isolamento, provocata dal peccato e dal pensiero della morte. Nota dominante è un senso profondo della propria peccaminosità, coltivata con la ripetizione costante del messaggio di peccato e di corruzione, fino a far ripetere per mille volte al giorno: ‘Mio Dio, abbi pietà di me che sono un peccatore!’. Conseguenza logica è il bisogno di redenzione, che solo il CN potrà dare. Viene allora proposta la Parola di Dio comprensibile solo nelle CN, presentate come fossero la Chiesa: ‘Comunità di comunità, guidata da un apostolo, che porta la Parola di Dio’. Nascono così i figli di Dio, un gruppo di uomini divinizzati per formare il Corpo di Cristo Risorto, destinato a salvare il mondo. Questa Nuova Chiesa guidata da catechisti che col ‘carisma degli spiriti perspicaci’, a nome del Vescovo, ammette solo gli ‘eletti’ che hanno lo Spirito Santo. Chi non ce l’ha non andrà avanti!
Solo da qualche anno la Congregazione della Dottrina della Fede (e ora anche il Pontificio Consiglio per i Laici) ha richiesto le oltre 2.800 pagine dei testi delle Catechesi. Fino all’anno scorso, i responsabili del CN ne hanno consegnato solo la metà che, ripetutamente corrette nelle espressioni ‘considerate imprecise o non proprio ortodosse’, sono state rispedite con vari suggerimenti di revisione e di adeguamento al C.C.C.. Le congregazioni Vaticane hanno inviato a Kiko teologi, vescovi, docenti universitari di chiara fama e dottrina, per convincerlo a modificare la sua dottrina in merito all'Eucaristia e alla Penitenza ma sembra che, a tutt'oggi, non siano riusciti a smuoverlo minimamente dalle sue convinzioni e, tanto meno, a indurlo a correggere le sue dottrine. Ultimamente sono venuto a sapere che da un ex catechista, 'in cammino', che alcuni loro testi sarebbero stati corretti e approvati dalle Congregazioni Vaticane. Egli mi assicurava che questi testi già stavano nelle sedi regionali, ma non mi ha saputo dire di quali testi si trattasse, né se egli avesse potuto averli per potersi correggere e correggere coloro ai quali aveva dato insegnamenti evidentemente non conformi alla fede cattolica. Quanta saggezza in quella penitenza che San Filippo Neri aveva data ad una donna romana obbligandola a portargli un pollo spennato per strada. Come potranno mai essere corretti tanti errori indotti con forza persuasiva senza pari, nelle menti di milioni di persone sparse in ogni parte del mondo e ora non più raggiungibili, specie se uscite dal cammino. Noi invece continuiamo a benedire e a permettere (indirettamente) il diffondersi di questi errori (corretti forse solo sulla carta) e il perpetuarsi di tanta confusione con danni irreparabili alle famiglie e alle persone. Solo gli 'addetti ai lavori' possono comprendere il significato di tanti striscioni che ancora vengono evidenziati dalla TV in occasione delle udienze in Piazza San Pietro e altrove: "E TU CONFERMA I TUOI FRATELLI".
Neppure gli aderenti al CN si rendono conto che già da due anni era stato dato l'annuncio dell'approvazione dei loro statuti e che se ancora non sono stati approvati, ciò significa che sotto c'è qualcosa di grave. Preferiscono sentirsi vittime di chissà quale persecuzione e già pensano che "se sono andati bene per 30 anni senza Statuti possono benissimo star bene ancora senza l'approvazione" (parere espresso da un super catechista davanti a 150 sacerdoti). Ora pare siano orientati ad ottenere una Prelatura Apostolica per avere una totale autonomia dalla diocesi (non certo dalla Chiesa) ed avere un loro vescovo.
Lo Statuto presentato dai dirigenti responsabili del CN è stato ripetutamente ‘bocciato’. Ora vogliono presentarsi “non come un Movimento o un’Associazione di fedeli, ma come un modo… di iniziazione cristiana per adulti senza personalità giuridica propria” (Relazione sugli Statuti, P. Javier Sotil, Porto San Giorgio (AP), 24-26 maggio 1999) .
I testi delle catechesi dei NC sono rimasti nascosti ai Vescovi e alle Congregazioni Romane per quasi trent’anni! Anche se ora sono stati costretti a consegnarli alle Congregazioni Vaticane, essi non sono arrivati nelle mani dei Vescovi delle nostre Diocesi, ma continuano ad essere strumento di formazione di tanti fedeli e soprattutto di tanti aspiranti al sacerdozio e alla vita religiosa…
Questa ricerca si prefigge di svelare in parte i contenuti delle loro catechesi, ma purtroppo non arriverò a svelare tutte le direttive e le tecniche non scritte, attraverso le quali (di fatto) i dirigenti governano queste Comunità.
I fedeli hanno diritto d’essere informati su eventuali pericoli.
I Vescovi e i sacerdoti che hanno la cura d’anime, hanno il dovere di vegliare sulle dottrine e sulle proposte di vita che vengono offerte ai fedeli loro affidati e, trovandosi nella posizione ideale per raccogliere testimonianze e documentazioni, devono informare e segnalare eventuali pericoli o devianze dottrinali.
Spero che questo mio modesto contributo sia accolto benevolmente.

CAPITOLO PRIMO
STRUTTURA - TAPPE - TECNICHE SEGRETE
STRUTTURA GERARCHICA
L’organizzazione del CN ha una struttura gerarchica perfetta. A capo di tutto vi è la figura del fondatore Kiko Arguello, affiancato da una ex-suora, Carmen Hernàdez, e da un sacerdote, Padre Mario Pezzi, che figura come garante della ortodossia e della ecclesialità del Cammino.
Sotto di loro vi sono le équipes dei super-catechisti a capo delle Comunità di diverse regioni o di intere nazioni. Ogni équipe è composta da una coppia e da un sacerdote. Essi dettano le catechesi di Kiko e di Carmen e formano le varie CN; costituiscono il legame col governo centrale del Movimento ed hanno ogni autorità sui membri delle Comunità, anche se le visitano solo di tanto in tanto. Vi pongono a capo dei ‘responsabili’, inizialmente scelti dai componenti la Comunità, ma poi sostituiti d’autorità con la coppia più ‘affidabile’ che unitamente al ‘presbitero’ vengono nominati ‘catechisti responsabili’ della Comunità. Costoro dovranno trasmettere ogni ordine o disposizione ed imparare bene tutte le catechesi per trasmetterle fedelmente, fin nei minimi particolari, alle loro Comunità.
Vi sono inoltre gli itineranti che vengono scelti nei raduni interregionali o nazionali fra le persone che hanno percorso tutte, o quasi, le tappe del ‘Cammino’. Le équipes degli itineranti sono composte da una coppia di laici sposati, con famiglia al seguito, da un sacerdote e da un giovane. Le persone si offrono volontarie ma poi vengono selezionate (con sorteggio), secondo un numero prefissato. I fortunati riceveranno la ‘Croce missionaria’ dal Papa e quindi potranno vantarsi davanti a tutti d’essere inviati dalla Chiesa.
TAPPE
Il CN è attuato secondo uno schema prefissato ed in tappe ben articolate:
ANNUNCIO DEL KERIGMA – Serve per far conoscere il CN. Dura due mesi. Presentano la Storia della Chiesa, i suoi errori, l’occultamento della Sacra Scrittura (che ora loro vengono a rivelare).
A metà dell’Annuncio c’è una ‘Penitenziale’.
Le catechesi terminano con la consegna della Bibbia fatta, se possibile, per mano del Vescovo per dare l’illusione d’appartenenza alla Chiesa: ma non saranno poi né i Vescovi né i sacerdoti a commentare quella Bibbia. Invitano a ricevere il Messia che viene a salvarli se entreranno nella Comunità e inizieranno il Cammino.
PRIMA CONVIVENZA - Coloro che hanno seguito le Catechesi dell’Annuncio, sono chiamati a riconoscere che fino ad allora non erano cristiani veri e a dichiarare il loro impegno definitivo, sottomettendosi alla guida dei catechisti. Alla fine della Convivenza c’è l’elezione dei responsabili della Comunità (in genere sono marito e moglie) eletti dalla Comunità stessa, ben indirizzata dai catechisti.
PRE-CATECUMENATO
PRIMA FASE - Dura due anni. In questo tempo spiegheranno il ‘Tripode’: LA PAROLA, LA LITURGIA E LA COMUNITA’.
Avranno 2 incontri serali la settimana e ogni mese la ‘Penitenziale’.
Si riuniranno, poi, in ‘convivenza’ per un’intera giornata. Quel che conta in questo periodo è di riconoscersi peccatori, senza fede e incapaci di operare il bene.
Al termine di questa prima fase ci sarà una ‘Convivenza’ di quattro giorni, durante i quali c’è il PRIMO SCRUTINIO per individuare la propria croce (mamma, papà, coniuge, figli, soldi, sesso…) e dare prova di fede autentica con decisione solenne di
VENDERE I BENI;
DISTACCARSI DAL CONIUGE, DAI FIGLI E DALLA CARRIERA;
REGISTRANDO IL PROPRIO NOME NEL LIBRO DELLA VITA.
La cerimonia si svolge in una liturgia eucaristica, col Vescovo (se possibile) che scaccerà il demonio con l’unzione dei catecumeni.
Al termine metteranno la firma sulla Bibbia della Comunità, presentata come ‘LIBRO DELLA VITA’ e si legheranno per sempre.
Chi abbandona non si salva!
SECONDA FASE - Dura dai diciotto mesi ai due anni.
Dopo un anno verrà proclamato lo SHEMA, in una convivenza di tre giorni, nei quali viene ripetuto in modo ossessivo l’invito a
- VENDERE I BENI (casa, macchina, ori, quadri di valore, ecc.),
- DISTACCARSI da: lavoro, famiglia, figli ... ritenuti idoli,
- ATTACCARSI ALLA COMUNITA’ ‘sacramento di Gesù Cristo,
futura umanità’ che sola potrà rispondere al bisogno di felicità.
Alla fine tutti dovranno dare conferma concreta della loro volontà di distacco con un forte segno.
Al termine dei due anni, si fa una ‘Convivenza’ di tre giorni.
Dopo la ‘Convivenza’, in diverse serate, si fa il 2° SCRUTINIO, durante il quale i Catechisti scrutano le persone con questi criteri:
- se hanno cambiato mentalità;
- se si sono provate con i beni;
- se hanno fatto il Cammino.
Ogni sera si conclude con una piccola ‘agape’. Se il candidato non avrà dato prova d’aver fatto il Cammino, d’aver cambiato mentalità, dandone prova con dei gesti concreti di rinuncia ai beni, verrà fermato e rimandato alla Comunità più giovane. Nel caso vi siano diversi candidati non ritenuti idonei, lo scrutinio verrà sospeso e dichiarato ‘aperto’, per essere ripreso dopo un anno o più a seconda che riterranno opportuno i catechisti. Se i candidati saranno ritenuti idonei, allora sono ‘esorcizzati’ col rito della rinuncia agli idoli del mondo (successo, sessualità, danaro…) e invitati a fare un grosso segno! I nomi dei ‘promossi’ sono comunicati solamente all’ultima sera. Questi soli saranno ammessi al rito con cerimonia suggestiva e solenne e ‘andranno avanti, continuando il Cammino’.
Questi ‘scrutini’, sono autentiche ‘confessioni pubbliche’. Ogni candidato al Catecumenato è messo al centro della Comunità dei fratelli e sottoposto ad un interrogatorio severo. I catechisti chiedono ai partecipanti (compresi i sacerdoti), di rispondere sulla vita personale e familiare, con dettagli concreti anche se scabrosi. Questi ‘scrutini’ sono fatti con rigore, a tutti e davanti a tutti, per settimane e costituiranno un legame indissolubile che legherà i vari membri fra di loro e alla Comunità. Nel rito di chiusura il catechista dice ad ognuno: “IL SIGNORE VUOLE FARE UN’ALLEANZA CON TE, PER QUESTO TI DICE: ODIA TUO PADRE, TUA MADRE, TUA MOGLIE, TUO MARITO, I TUOI FIGLI, I TUOI FRATELLI E SORELLE, E LA TUA STESSA VITA. PRENDI LA TUA CROCE E VENDI TUTTI I TUOI BENI. POI VIENI E SEGUIMI. PENSA UN SEGNO IN DENARO CHE MANIFESTI (esprima, concretizzi) CHE SEI DISPOSTO A FARE QUESTO… PREGA MOLTO IN QUESTI GIORNI, DIGIUNA E DOMANDA AL SIGNORE CHE TI AIUTI” (2°SCR, pp. 91-92). Ogni scrutinato dovrà allora dire puntando il dito verso il ‘mondo’: “Tu demonio mi hai ingannato col sesso, col danaro, con la lussuria, con l’avarizia, con la vanagloria, ecc.” e dovrà fare un gesto concreto (proporzionato alle possibilità e alla gravità dei peccati confessati) per dar prova di rinunciare ai beni, buttando in un cesto o nel sacco della spazzatura il ‘segno’ che ha portato (libretto d’assegni, pellicce, ori, ricavati di vendite: televisore, macchina, casa, ecc.).
Solo a questo punto ha inizio il vero Catecumenato.
Per un anno (e più) si danno dei ‘Temi’ e si tengono incontri di studio su diversi personaggi biblici (Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe, Isaia, Profeti, Storia della Chiesa, Vaticano II, ecc.).
Dopo un anno c’è una ‘Convivenza’ di tre giorni per scoprire che solo con la preghiera si possono vincere le passioni e pertanto segue la
INIZIAZIONE ALLA PREGHIERA – Cancellata ogni orazione e devozione, proprie della religiosità naturale, insegnano a pregare con sette incontri su brani del Vangelo che trattano della preghiera. Al termine, con una bella cerimonia, consegnano il Breviario perché da ora comincino a recitare ogni giorno, insieme (marito e moglie e la domenica coi figli), le Lodi con due letture, il Vangelo del giorno ed una preghiera silenziosa.
TRADITIO SYMBOLI - La Chiesa ha fatto il dono della fede; ora il Catecumeno deve darne testimonianza. Inizia con una ‘Convivenza’ di tre giorni. Al termine si fanno gli SCRUTINI. Ai catecumeni ritenuti idonei, i catechisti ‘consegnano’, col canto, il Credo e li mandano alle famiglie delle parrocchie, con lettera di presentazione del parroco, ad annunciare la propria esperienza e che Gesù è risorto nella loro vita. In questo periodo si studiano (si ‘scrutano’) le dodici affermazioni del Credo Apostolico. Questo passaggio dura due o più anni.
REDDITIO SYMBOLI - Inizia con una ‘Convivenza’ di tre giorni. Al termine si fanno severi SCRUTINI con domande dettagliate per sapere se il Catecumeno possa dimostrare d’aver vissuto la Parola, d’aver pregato in famiglia, d’essersi ritrovato insieme a fratelli e d’aver recitato insieme a loro i Vespri, d’essersi confessato, ecc. Poi si fa la prova per ammettere alla ‘Redditio’ (confessione pubblica da farsi in chiesa, in quaresima). Vengono sorteggiati due/tre catecumeni per sera (riservando i migliori per la Messa domenicale più frequentata) e dopo la recita dei Vespri, le ‘monizioni’ e l’omelia devono fare pubblicamente la confessione in pubblico, davanti a tutti e proclamare quello che il Signore ha fatto nella loro vita. Alla fine professano la loro fede col Credo Apostolico e la domenica delle Palme ricevono la Palma della vittoria e ‘ridaranno’, col canto, il Credo.
Dura due anni (salvo ripetizioni). Il Cammino continua poi seguendo dei ‘Temi’ dettati dai catechisti, fino ad iniziare le tre tappe del
PADRE NOSTRO – che inizia con una ‘Convivenza di tre giorni. Viene consegnato un questionario che poi il catechista verificherà, incontrando singolarmente i ‘Catecumeni’ prodigandosi in suggerimenti. Si formano dei gruppi di cinque/sei persone, con un ‘garante’ che possa accertare e testimoniare che ognuno abbia fatto il Cammino, che si sia convertito, abbia fatto gesti concreti di elemosina, ecc. Ogni gruppo ‘fa capo’ ad un presbitero, o ad un catechista responsabile, o ad uno eletto da loro.
Dura almeno quatto anni e comprende tre tappe:
1^ Tappa: ‘Consegna’ del Padre Nostro (col canto) e vengono dati Temi.
2^ Tappa: * Pellegrinaggio a Roma:
- a San Paolo pregando sulla tomba dell’Apostolo, parlando di fede e dando testimonianze…;
- al Colosseo, leggendo testimonianze di martiri;
- a San Pietro, andando in processione, coi presbiteri in alba e stola, alla tomba dell’Apostolo, recitando il Credo, e si ritrovano la domenica in Piazza per l’Angelus del Papa.
* Pellegrinaggio a Loreto: per ricevere il Rosario che dovrebbero cominciare a recitare per tutta la vita.
3^ Tappa: Dopo la ‘Convivenza’ di tre giorni fanno gli ‘scrutini’ severi e, se promossi cantano il Padre Nostro e terminano con un pranzo e una buona questua per i catechisti che si sono tanto prodigati nel formarli.

L’ELEZIONE – E’ l’ultima fase del Cammino e dura tre/quattro anni. Il Catecumeno non può stare sempre nell’utero: deve cominciare a vivere autonomamente la sua fede. Questo passaggio inizia con una Convivenza.
Comprende tre tappe, ognuna delle quali termina con uno scrutinio.
1^ Tappa – C’è l’incontro con i Catechisti che fanno domande davanti al ‘gruppo’ e alla presenza del ‘garante’, per verificare se davvero il Catecumeno ha cambiato modo di vivere.
Con un questionario ben programmato si scandaglia la vita concreta d’ogni candidato all’elezione. Ogni settimana si consegna un ‘Tema’ che dev’essere trattato in quattro sere.
- Nella prima, è presentato il tema con una catechesi.
- Nella seconda, c’è la ‘scrutatio’ dei versetti che il gruppo ha presentato.
- Nella terza, si studiano due brani dell’AT e due del NT, con domande sul tema e con l’invito ad accettare l’Alleanza. La serata termina con la Cena dell’Alleanza, opportunamente preparata.
- La quarta sera si fa la preghiera dei Vespri (con preghiera silenziosa). Ognuno, poi, presenta le sue difficoltà ed il ‘garante’ ascolta e consiglia.
Al termine si fanno gli scrutini.
2^ Tappa – Inizia con una ‘Convivenza’ di tre giorni. Viene presentato un questionario sulla vita concreta di ognuno, con proposte e quesiti:
- Dio non sceglie le persone senza peccato, ma peccatori coscienti, che desiderano d’essere aiutati;
- Sollecitudine della Chiesa per noi;
- Il demonio fa di tutto per impedirci di aderire alla Parola;
- ‘Scrutatio’ di Mt 11,29-30: ‘Imparate da me che sono mite e umile di cuore’ e ‘Il mio giogo è dolce, il mio carico è leggero’;
- Qual è la mitezza e l’umiltà di cuore del Cristo che devo imparare per trovare ristoro per la mia anima?
Qual è il giogo, la dolce legge del Cristo, che devo portare?
- Dio ti ha creato perché tu sia felice.
Quali sono le cose che t’impediscono di raggiungere la felicità?
Al termine si fanno gli ‘Scrutini’ impostati su queste domande.
3^ Tappa – Inizia l’elezione vera e propria con una ‘Convivenza di tre giorni per scrutare il disegno che Dio ha sulla vita di ognuno di loro. Ai candidati vengono poste le seguenti domande:
- Il Signore ti ha chiamato al Cammino da una situazione concreta.
Ti ricordi quale è? (Non capivi nulla, vivevi nel peccato, ecc.).
- Il Signore ti ha preso per mano e ti ha guidato mediante la Chiesa in tutti questi anni.
Ricordi tutti gli interventi di Dio e anche tutte le prove e cadute che Egli ha permesso perché tu conoscessi quello che tu hai nel cuore?
Che cosa hai imparato di te stesso? Quali sono le vittorie che Dio ha fatto in te e che ti restano come memoriale del suo amore?
Racconta fatti concreti!
- Siamo vicini al fiume Giordano e le montagne della Terra Promessa appaiono davanti ai tuoi occhi.
Hai imparato durante tutti questi anni che l’entrata nella Terra Promessa comporta la rinuncia a Satana e a tutte le sue seduzioni?
Il pane: rappresenta le comodità, la sessualità la lussuria, gli spettacoli immorali, la gola, lo star bene, la salute, ecc.
Le opere: comprendono l’orgoglio, la superbia, il rifiuto d’essere umiliati, d’essere falliti e di soffrire portando la croce della storia.
Le pompe: rappresentate dall’idolatria, dal danaro, dall’avarizia, dal lusso eccezionale, dalla vanità, dalla bellezza, dalle mode, dalla stima degli altri e dal mondo con la sua mentalità anti-evangelica.
Scrivi fatti concreti con i quali il Signore ti ha ammaestrato per indurti a fare queste rinunce.
- Hai imparato attraverso gli ‘Scrutini’, con la ‘Traditio’ e la ‘Redditio Symboli’ che il Signore ti ha chiamato in forza del tuo Battesimo a confessare in questa generazione che Dio Padre è nostro Creatore; che Gesù Cristo suo Figlio è il nostro Salvatore; e che Lo Spirito Santo è nostro santificatore, nella Chiesa?
Racconta fatti concreti attraverso i quali il Signore ti ha ammaestrato per fare questa professione di fede.
Il questionario è molto approfondito e comprende domande sui genitori, antenati, parenti (perché da loro dipendono i nostri peccati!).
Infine si fa la presentazione (quasi una carta d’identità) per procedere allo Scrutinio finale!
Il Cammino si conclude col pellegrinaggio in Terra Santa, visitando e ripercorrendo i luoghi di Abramo, di Mosè e di Gesù e rinnovando finalmente le promesse battesimali nella Notte di Pasqua, in Cattedrale, davanti al Vescovo, in vesti bianche (albe) che indosseranno anche nelle liturgie dei cinquanta giorni successivi.
TECNICHE SEGRETE
La diffusione del CN nel mondo sorprende per la sua rapidità e capillarità. Ovunque viene proposto trova seguaci entusiasti ed apostoli coraggiosi. Tutto questo, però, sembra essere frutto di una manipolazione psicologica operata con le tecniche tipiche del lavaggio del cervello o ‘pulizia della mente’ introdotte per la prima volta dai comunisti in Cina negli anni ’50, per liberare le menti dei cinesi dalle vecchie credenze e far loro accettare gli ideali marxisti. Questo processo di ‘conversione’ si realizza in tre fasi ben distinte: ‘scongelamento’, ‘modificazione’, ‘ricongelamento’ così vissute nel CN:
Scongelamento
Si crea una situazione di totale controllo (prigionia o isolamento dal mondo culturale, religioso e affettivo). L’isolamento dei NC non è fisico e tantomeno violento ma viene ottenuto con un’accoglienza premurosa, affettuosa, gioiosa; mostrando interesse e attenzione per i problemi che in quel momento assillano la persona; lasciando libero sfogo alle critiche e scusando tutto e tutti; mettendo in crisi idee, tradizioni, modi di vivere, di pensare… fino a far venire il desiderio di abbandonarli. Negli ‘Annunci’ proclamano con forza e con atteggiamento sprezzante frasi come: ‘La Chiesa non si vede da nessuna parte’; ‘La Chiesa è piena di paganesimo e di idolatrie’; ‘I cristiani sono di scandalo a chi non crede’; ‘La devozione ai santi e le spiritualità tradizionali sono ridicole’; ‘Cardinali e Curia romana fanno i fatti loro e non si interessano di pastorale’; ‘A Roma non c’è mai stata una pastorale’. E’ la peggio del mondo’ (PR, p. 183).
Queste ed altre espressioni, buttate là come scontate, mettono in crisi i fedeli, specialmente coloro che hanno una fede debole o che, per qualsiasi motivo, fossero rimasti delusi dalla Chiesa Cattolica.
Modificazione
Si fanno vedere gli aspetti positivi della vita comunitaria proponendo bei canti, belle catechesi, belle cerimonie, belle convivenze, begli esempi… inducendo ad accettare come buona, ogni cosa proposta dal gruppo ed eliminando ogni legame con cose, valori e legami passati.
Negli ‘Annunci’ o nelle ‘Missioni’ che organizzano non viene mai nominato il CN. Nessuno, che non sia catechista o responsabile, deve sapere i retroscena delle decisioni e quanto accadrà nelle tappe successive del Cammino. Usano il termine ‘Chiesa’ come sinonimo di ‘Comunità’ o di ‘Movimento’. Il dialogo è impossibile perché essi devono solo annunciare, mai discutere. S’intromettono nei gruppi parrocchiali e ne sostituiscono i responsabili. Visitano le famiglie, presentandosi come inviati del parroco (anche se non lo sono). Allorquando qualche famiglia, o amico, o conoscente, avesse perso una persona cara, subito si premurano di far loro visita, di consolarli, di pregare per il defunto… e di invitarli alle loro catechesi. I ragazzi accolgono nelle loro case i compagni di scuola per far vedere loro com’è una vera famiglia cristiana e per farli partecipi delle loro attività. Mariti o mogli che aderiscano da soli al CN vengono pressati finché non inducono il coniuge ad unirsi a loro. Invitano i giovani a cercare la fidanzata all’interno della Comunità, ‘tra le figlie d’Israele’. A chi chiede informazioni dicono: “Vieni a vedere di persona e poi capirai!”. Oppure: “Puoi capire il CN solo vivendolo!”. E a coloro che accettano di fare il Cammino, fanno credere che stanno iniziando una Comunità che salverà il mondo! Perciò garantiscono l’ammissione solo agli ‘eletti che hanno lo Spirito Santo’ e chi non ce l’ha non andrà avanti! Ma non succede niente perché la scelta non dipende dai nostri sforzi. ‘Molti sono i chiamati ma pochi gli eletti’, perciò, chi non è eletto, non ha lo Spirito Santo. Sarà il catechista che (a nome del Vescovo) opererà questo processo di selezione. Si appellano all’autorità del Papa e del Vescovo locale ostentando ‘approvazioni’ (ancora inesistenti) e attestati di stima per giustificare le loro pratiche non sempre ortodosse. Invitano a partecipare a riunioni e a celebrazioni (che rifanno in altro modo nelle Comunità) per ostentare la massima ortodossia, e per evitare eventuali richiami o condanne. Usano un linguaggio proprio (compreso solo dagli aderenti) che li fa sentire migliori degli altri perché in possesso di idee nuove e che richiama sentimenti ed esperienze forti.
Cercano di formare Comunità con struttura e mentalità diverse da quella parrocchiale facendo credere che solo nelle CN vi sia la vera Chiesa dove s’incontra Gesù, che ispira e guida per mezzo dei catechisti. Celebrano con grande spettacolarità i riti di accesso e dei vari ‘passaggi’; verificano di continuo se i membri abbiano recepito bene gli insegnamenti e chiedono di testimoniare con gesti forti e l’impegno missionario per fare altri proseliti. L’indottrinamento, non è sempre conforme ai dogmi della Chiesa cattolica, ma le persone che vi aderiscono non se n’accorgono perché coinvolti psicologicamente, quasi inconsapevolmente accettano tutto passivamente senza rendersi conto di quanto sta loro succedendo. Coinvolti nella vita della Comunità, sono trascinati dagli esempi di quanti li hanno preceduti.
Ricongelamento
In questa fase le persone vengono personalmente convinte della bontà delle nuove idee, che accettano definitivamente. I nuovi ‘fratelli’ vengono preventivamente messi in guardia delle difficoltà che incontreranno e degli attacchi ai quali verranno esposti e preparati, cosicché si possano difendere con risposte preconfezionate. Diffidati dal mettere in discussione le loro certezze con altri che ‘non possono capire’, difficilmente si faranno influenzare e tanto meno convincere.
Nelle ‘convivenze’ di tre/quattro giorni fanno fare esperienze di gruppo controllate e, con tecniche sofisticate, impongono nuovi modi di pensare, distruggendo la persona e creando dipendenza. Con gli ‘scrutini’ fanno partecipare ad esperienze di gruppo durante le quali tutti vengono incoraggiati a parlare delle loro debolezze, scendendo anche nei dettagli più intimi e vergognosi. Sono autentiche confessioni pubbliche che, secondo loro, dovrebbero avere degli effetti positivi, ma che in realtà rendono tutti ricattabili e dipendenti gli uni dagli altri, specie nel caso dovessero lasciare il Cammino. L’esperienza è talmente forte che lega e impegna a tal punto che chi la fa non potrà più vivere se non nel gruppo o legato ad esso. Da questo momento sarà impossibile ogni dialogo o confronto con chi non è dentro il Cammino. Coloro che ingenuamente vi aderiscono vengono segregati dal mondo e come rinchiusi in una prigione, bloccati da sbarre invisibili che si costruiranno con le loro stesse mani e che impediscono loro d’uscire e di riprendersi la libertà. Queste ‘sbarre’ sono ‘le testimonianze di vita’ (ripetute più volte), ‘gli scrutini’, la firma sul ‘Libro della Vita’ (la Bibbia della Comunità) che assicura loro la salvezza (mentre chi non firma, la perde per sempre). A ciò si aggiungano le minacce: “Se lasci diventi un uomo disgraziato”, perché Gesù Cristo ha inviato loro (i catechisti che dicono d’averLo visto); “Se andate via il sangue di Gesù Cristo per la vostra testimonianza ricadrà su di voi” (PR, p. 412).
Chi non riesce a ‘convertire’ anche il coniuge ed i figli non è mandato ad evangelizzare nelle altre famiglie (se non nella sua) e, salvo rare occasioni, non può partecipare alla vita della Comunità per un anno. Sentendosi un ‘eletto’, ogni membro della Comunità sentirà come cosa disastrosa la sua eventuale uscita dal CN.
Lottare e soffrire per il Movimento diventa così un merito!

Già il 24 gennaio 1997 il Papa ha affidato al Pontificio Consiglio per i Laici, il compito di ‘accompagnare’ il Movimento nella stesura degli Statuti e perché vigilasse su quegli “adempimenti ineludibili, dai quali dipende l’esistenza stessa del Cammino”. In data 16.04.2001, poi, ha indirizzato una lettera al Card. James Francis Stafford, presidente dello medesimo Consiglio, nella quale ricorda che “nessun carisma dispensa dal riferimento e dalla sottomissione ai Pastori della Chiesa” e come nella ‘Lumen Gentium’ si afferma a riguardo dei carismi “che il giudizio sulla loro genuinità e sul loro esercizio ordinato appartiene a quelli che presiedono nella Chiesa, ai quali spetta specialmente, non di estinguere lo Spirito, ma di esaminare tutto e ritenere ciò che è buono”. E continua: “Non è un processo facile quello del riconoscimento e dell’accoglienza dei carismi. Esso richiede un discernimento profondo della volontà di Dio e deve essere accompagnato dalla preghiera costante, perché i cuori si aprano docilmente alla voce dello Spirito nella comunione ecclesiale. Culmine di questo processo è l’atto ufficiale del riconoscimento e dell’approvazione degli Statuti come chiara e sicura regola di vita, un momento che le realtà ecclesiali interessate vivono sempre con grande gioia e viva gratitudine nei confronti di Dio e nei confronti della Chiesa”.
Il Papa confida nell’autorità e nell’esperienza di detto Consiglio. Pertanto spera in “un felice esito del procedimento ormai avviato verso la fase conclusiva”.
Alla speranza del Papa, s’unisce la nostra: che Kiko e Carmen compiano finalmente quegli adempimenti ‘ineludibili’ così a lungo attesi.

CONCLUSIONE
Qualche anno fa, chiesi a P. Enrico Zoffoli di non scrivere in maniera polemica contro le eresie dei NC ma di riportare semplicemente i testi delle loro catechesi che da sole avrebbero mostrato la pericolosità della dottrina in esse contenuta. Dopo un suo giustificato sfogo, mi promise che non appena avesse finito di confezionare la ‘bomba’ che aveva tra mano (“VERITA’ SUL CAMMINO NEOCATECUMENALE”) avrebbe senz’altro ascoltato il mio consiglio, ma purtroppo non poté mantenere la parola, perché chiamato dal Padre a ricevere il premio delle sue fatiche. Allora non pensai di mettermi subito al lavoro al suo posto perché non mi sentivo all’altezza. Per giunta avevo avuto la bella notizia che il Papa aveva finalmente letto le critiche di P. Zoffoli alle Catechesi dei NC e che, in seguito a ciò, aveva completamente (anche se non ufficialmente) cambiato atteggiamento nei loro confronti. Quando però, ad ottobre del 1999, ebbi la falsa notizia che era stato approvato lo Statuto del Movimento, subito, preso dal panico, anche se malfermo in salute mi sono messo all’opera ed ho steso questi appunti che, pur incompleti, possono offrire una ‘buona testimonianza’ dei pericoli nei quali incorrono quanti ingenuamente si affidano al CN guidato da Kiko Arguello e da Carmen Hernadez.
Finora pochi potevano sospettare la pericolosità del Movimento. Tutti, compreso il Santo Padre, pensavano che fosse un Movimento meraviglioso suscitato dallo Spirito Santo per riformare la Chiesa e solo pochi cercavano di documentarsi adeguatamente, anche perché questi scritti erano introvabili. Ora si sa che questi scritti ci sono e si possono avere: basta chiederli all’ASSOCIAZIONE “ROMA SUD” - Patente n° RM 4381738D - c/o Fermo Posta ROMA OSTIENSE - 00154 ROMA - o al sottoscritto, ben contento di rendere partecipi altri, di tanto pericolosi ‘segreti’.
Ma ancor più interessanti e compromettenti sono le direttive segrete (tipiche delle associazioni a delinquere) che ricevono coloro che guidano le Comunità. Ho avuto modo di conoscere due catechisti ‘di lungo corso’ che pur avendo plagiato a lungo tanti loro fratelli, sono tentati di denunciare per plagio i dirigenti del Movimento, perché essi stessi si sono sentiti i primi plagiati. Uno di loro mi diceva, però, di sentirsi in imbarazzo già a rispondere alle mie domande, a motivo delle minacce di maledizione e di dannazione che riecheggiavano ancora alle sue orecchie. Le direttive e le cose segrete sono quelle comuni a tutti e che ho cercato di riferire nelle ‘Testimonianze’. Entrambi m’hanno riferito che queste direttive sono venute a mancare loro non appena hanno fatto qualche obiezione e manifestato qualche critica. E, quanto doveva essere loro comunicato e attraverso loro al gruppo, veniva comunicato ad altri e per mezzo di altri, cosicché si sono sentiti effettivamente (anche se non formalmente) esclusi e umiliati.
Questo lavoro è stato dettato dalla carità verso tanti fratelli che sinceramente desiderano crescere nella fede. Il mio augurio è che quanti fanno parte di questo Movimento possano realizzare nel modo giusto il loro desiderio di vivere nella fede autentica, perché se vivono fuori dell'insegnamento della Chiesa troveranno soltanto illusioni e schiavitù. L'incontro con Cristo è la cosa principale di tutta la nostra vita. E’ della massima importanza che questo incontro non venga falsificato.
Molti fra coloro che partecipano al CN sono in buona fede e incapaci di controbattere gli errori contenuti nella catechesi loro impartita, ma che pensare dei sacerdoti che si sono fatti intrappolare e imbavagliare dal Movimento, complici degli errori e degli abusi che avvengono in queste Comunità. Com’è possibile che abbiano partecipato per anni alla vita del Cammino e non abbiano visto né si siano accorti di niente. Com’è possibile che abbiano giustificato sempre tutto, abdicando alla loro missione di maestri della fede, avallando questi errori di Kiko e di Carmen? Come hanno potuto permettere che dei catechisti laici creassero una Chiesa parallela? Quale responsabilità!
Molti fra loro hanno un grande desiderio di santità: possibile che come hanno avuto il coraggio di confessare in pubblico ogni loro colpa, anche la più umiliante, ora non abbiano anche l’umiltà di ammettere d’essersi sbagliati. Come possono sentirsi legati ad un giuramento assurdo (come quello di Erode alla figlia di Erodìade) che li ha portati a disobbedire alla Chiesa, e non sentano, invece, il bisogno di ritornare alle proprie responsabilità secondo la promessa fatta nel momento dell’ordinazione sacerdotale? Non possono, certo, aspettarsi i complimenti che ebbero dai fratelli del Movimento, che anzi, perderanno parte di quel prestigio che s’erano acquistato. Ma quale merito non avranno avanti a Dio e alla Chiesa se, da esperti quali sono, in collaborazione con altri sacerdoti di sicura dottrina e santità, sapranno dare un ordine logico a questi insegnamenti rifacendo ‘ab imis’ tutte queste catechesi in modo da renderle conformi alla retta Dottrina della Chiesa Cattolica e salvando così un Movimento che ha già portato (in parte) e che certo porterà a sicura conversione milioni di persone. Basterà ristabilire i ruoli, creando un vero collegamento con la Madre Chiesa.
Un Vescovo (qui citato) che tanto aveva detto e scritto contro i NC, dopo aver ricevuto l’omaggio di un ‘uovo di pasqua’ con dentro un assegno di 84.000.000 di lire, non ha più detto una parola contro il Movimento. La Chiesa, un tempo, usava stigmatizzare i peccati di questo genere. Ora, con colpevole negligenza, non si osa neppure pronunciare la parola e, nella corruzione generale, giustifichiamo tutti. Possibile che non si rendano conto che le copiose e frequenti offerte passate ai Vescovi sono atti di ‘simonia’ perché con esse cercano compiacenze e silenzi per attività che sanno essere da Codice penale e fuori della retta dottrina della Chiesa?
Diversi laici, usciti dal Cammino, sono tornati a vivere nella Chiesa e per la Chiesa, inserendosi bene nell’apostolato. Com’è è possibile che anche fra i presbiteri non ci sia qualcuno che dica a se stesso: “Si isti et illae, cur non ego?”
Per la ‘Nuova Primavera’ della Chiesa c’è bisogno d’una pioggia abbondante di lacrime. Perché cada la pioggia necessita lo scontro di due correnti. Questo mio scritto ha avuto, forse, l’effetto d’una corrente d’aria fredda riversata contro tante coraggiose illusioni. Se qualche confratello neocatecumenale, senza il consenso del suo catechista, avrà avuto il coraggio di leggermi, mi scriva, mi corregga, mi contesti, mi aiuti a capire meglio questo ‘disegno divino’, perché possa realizzarsi senza ostacoli di altri ‘Giuda’; ma se conviene con quanto finora ho esposto, mi dia una mano a stroncare questo ‘piano diabolico’ per distruggere dal di dentro la Chiesa di Cristo. Sarà poco, quasi niente, ma sarà un inizio.
Tempo fa, constatando la mia impotenza di fronte all'avanzata inarrestabile di questo Movimento, ebbi un malore. Ritiratomi per qualche giorno in famiglia, mi sentii apostrofare che più mi vuol bene : "Elio, tu sei uno stuzzicadente che vuol fermare un treno in corsa!". Lì per lì rimasi senza parole perché m'aveva detto la verità. Ma, riavutomi, il giorno dopo gli dissi: "Ivano, così poco mi stimi? Non mi concedi almeno di essere un cacciavite o una chiave per svitare i bulloni?". Questa volta, ammutolito ci rimase lui! Spero, ora, che ammutoliscano in molti se con questo mio lavoro riuscirò a svitare anche un solo "bullone" o ad allentare una sola traversina.
Così possa essere, e così sia con l'aiuto di Gesù, di Giuseppe e di Maria.





INTRODUZIONE 5
PREMESSA 7
1. STRUTTURA - TAPPE - TECNICHE SEGRETE 11
Struttura Gerarchica 11
Tappe 12
Tecniche Segrete 14
2. CONTENUTI SEGRETI DELLE CATECHESI NC 19
Storia e missione della Chiesa 21
Evento per gli altri, non per la propria santificazione 21
La Chiesa non è giuridica ma sacramentale 24
Gesù Cristo non si è visto da nessuna parte
la Chiesa Cattolica è piena di paganesimo 25
Curiosa interpretazione della storia dela Chiesa 28
Tempi bui da Costantino al Vaticano II 30
Frattura con il passato 30
Identificazione fra Chiesa e Comunità Neocatecumenali 33
Non esiste Chiesa gerarchica, tutti i fedeli sono sacerdoti 35
Usurpazione d’autorità di Kiko e dei Catechisti
Kiko profeta inviato da Dio 36
Rapporti coi parroci ed i Vescovi
Ridicolizzate le spiritualità raccomandate dal Magistero 38
RELIGIOSITÀ NATURALE 41
Natura 41
Offerte e sacrifici sono segno della dipendenza da Dio 43
Religiosità naturale nella Chiesa, che è piena di idolatrie 43
Nel cristianesimo non c’è tempio, né altare, né sacerdoti
Il ministro rappresenta l’assemblea: siamo tutti sacerdoti 47
La Chiesa ha creato tante presenze di Gesù perché ci aiuti
ma c’è bisogno di segni che potenzino la Parola 49
VERITÀ DI FEDE 53
Non c’è stata iniziazione alla fede 56
Concetto di Dio 56
Fede = conoscenza sperimentale di Gesù Risorto 57
Il Cristianesimo non è dottrina ma Buona Notizia 59
Kerigma 60
La Bibbia interpreta se stessa attraverso i parallelismi 61
"Noi non siamo uomini di dottrina" 62
Non c’è fede perché non si danno i segni della fede 64
Il cristiano riceve tutto gratis
La vita non è una prova per meritare
Il cristianesimo regala: non esige niente da nessuno 65
Gesù è venuto a soffrire perché tu non soffra 67
I tre cerchi 68
Niente moralismi: l’uomo è profondamente tarato
ma c’è il perdono per tutti 70
La Legge 72
La Salvezza frutto della Risurrezione e non della Morte di Gesù 72
Grazia santificante significa ricevere gratis la salvezza 74
LA PENITENZA 79
Storia falsificata 79
Ė un sacramento in crisi
non risponde al senso che l’umanità ha del peccato 79
La conversione è solo dono, chiamata, iniziativa di Dio 80
La conversione non è un pentirsi del passato 81
La Chiesa primitiva non conosceva la Penitenza ma il Battesimo 82
Prima esplicitazione del sacram. della Penitenza è la scomunica 82
L’Istituzione penitenziale è del III secolo 84
Remissione dei peccati anche senza l’assoluzione
La confessione di devozione 84
Non l’assoluzione dava il perdono
ma la riconciliazione con la comunità 87
La Confessione acquista un senso magico
un uomo ti perdona i peccati
non c’è bisogno di assoluzione
basta che ti senta in comunione con i fratelli 90
Presupposti negativi 93
Il peccato non offende Dio 93
Il peccato ha sempre una dimensione sociale, mai individuale 95
L’uomo non può fare il bene e se pecca non ne ha colpa
È schiavo di Satana: è lui che pecca in noi
Non è libero quindi non può peccare 96
Peccato e conversione 101
L’uomo pecca perché ha paura della morte 101
La conversione dipende dalla preghiera della Chiesa 105
Non dite nulla alla gente di tutte queste cose
Dio perdona per mezzo della Comunità 106
Dio non vuole che certuni si convertano 109
L’EUCARESTIA 113
Storia dell’Eucaristia 113
Una cosa totalmente statica 113
La Notte Pasquale è il Sacramento autentico
istituito da Gesù come suo Memoriale 114
Nella Liturgia entrano idee religiose naturali 115
Essenza dell’Eucaristia 117
La Messa è pagana per la sua natura sacrificale 117
L’Eucaristia è una grande esultazione 120
Non ci può essere Eucaristia senza Assemblea 121
Proposte di rinnovamento dell’Eucaristia 123
Rinnovamento: ripulire e ricuperare 123
Niente “Gloria” e “Credo” 123
Niente offertorio: è un rito pagano che entra nell’Eucaristia 123
Niente “Orate fratres” 125
Nuove affermazioni di fede sull’Eucaristia 127
Transignificazione, non transustanziazione 127
Nell’Eucaristia lo Spirito risuscita i morti che mangiano di questo pane 129
Solo nella celebrazione c’è presenza reale
quindi niente adorazione fuori della Messa 130
Comunione sotto le due specie del pane e del vino 132
Non si può prescindere dai segni perché la Grazia si realizzi 133
Sacramento dei sacramenti è la Notte Pasquale
La notte del Sabato è festa - Domenica la festa è finita 134
3. PROPOSTE DI VITA 135
Gesù non è un ideale di vita 135
Ti devi violentare 136
Bisogna saper “odiare” 136
Forzati a donare i propri beni 139
Orientamento per l’Atto 143
Maledizioni per chi esce o critica il Cammino 145
4. AFFERMAZIONI GRATUITE 147
C’è bisogno di segni perché potenzino la Parola 147
La ‘missione’ di Giuda 147
Le opere buone non servono 148
Relativismo etico sulla omosessualità 149
Nella Chiesa primitiva non si stava in ginocchio
La preghiera dev’essere lode e si fa sempre in piedi 150
C’è intervento di Dio se la Parola si realizza 152
La mistica è una cosa irreale 152
5. CONSEGUENZE E ABUSI LITURGICI 153
Distruzione della Gerarchia 153
Abusi liturgici 154
6. I SEGRETI 157
7. TESTIMONIANZE 165
8. INTERVENTI DEL MAGISTERO 179
Documenti della Santa Sede 179
Istruzione “Actio pastoralis” 179
Ai Sacerdoti delle Comunità Neocatecumenali 180
Indicazioni di Giovanni Paolo II ai Neocatecumenali 181
Discorsi del Papa Giovani Paolo II e di Paolo VI 182
Notificazione sulle celebrazioni nei gruppi del CN 182
Lettera di S. S. Giovanni Paolo II 183
Interventi dei Vescovi italiani 187
A) Nota Pastorale della C.E.I.
“Criteri di Ecclesialità dei gruppi, movimenti e associazioni” 188
B) Gli Arcivescovi e Vescovi dell’Umbria 189
C) Mons. Bruno Foresti – Vescovo di Brescia 190
D) Mons. Virgilio Mario Olmi, Vescovo Ausiliare di Brescia
Rapporto sulle Comunità Neocatecumenali 193
E) Mons. Lorenzo Bellomi – Vescovo di Trieste 195
F) Decreto della Diocesi di Orvieto-Todi 197
G) Commissione Episcopale per il Laicato
“Le aggregazioni laicali nella Chiesa” 197
H) Card. Silvano Piovanelli 199
I) Mons. Bertoldo - Vescovo di Foligno 200
J) Conferenza Episcopale Pugliese 201
K) Card. Salvatore Pappalardo 205
L) Mons. Pietro Nonis – Vescovo di Vicenza 207
M) Mons. Giuseppe Casale, Arc. di Foggia-Bovino 208
N) Commiss. Liturgica Regionale della Conf. Epis. della Basilicata 210
O) Card. Salvatore De Giorgi
Discorso alle Comunità NC di Sicilia e Calabria 211
9. UNA NUOVA EVANGELIZZAZIONE? 213
10. CONCLUSIONE 217





Questi tali sono falsi apostoli
operai fraudolenti,
che si mascherano
da apostoli di Cristo.
Ciò non fa meraviglia,
perché anche satana
si maschera da angelo di luce.
Infatti voi, che pur siete saggi,
sopportate facilmente gli stolti.
In realtà sopportate
chi vi riduce in servitù,
chi vi divora,
chi vi sfrutta,
chi è arrogante,
chi vi colpisce in faccia.
Lo dico con vergogna;
come siamo stati deboli!
(2Cor 11,13-15.19-21)

Anonimo ha detto...

“Orientamenti alle équipes di catechisti per la fase di conversione” che sono la trascrizione delle catechesi fatte da Kiko e da Carmen a Madrid nel 1972: (Io posseggo questo testo).KIKO ha scritto a pag.125 degli "ORIENTAMENTI" TESTO che solo i catechisti nominati dal cammino possono avere" le seguenti parole:"Gesu' Cristo non è affatto un ideale di vita.Gesu' Cristo non è venuto a darci l'esempio e ad insegnarci a compiere la legge"Kiko non conosce ne la BIBBIA e nemmeno il CATECHISMO DELLA CHIESA CATT.GV13,15-Mt11,29-Mt 9,13-1Tes 4,9-Vat secondo,L.G.5. Catechismo della Chiesa C. Numeri:426-427-459-520-561-562-618.

Anonimo ha detto...

Andate su questo link . http://www.internetica.it/neocatecumenali/volto-kiko.html
Questo è quello che teniamo nella NOSTRA CHIESA CATTOLICA. I neocatecumenali sono la rovina della chiesa CATTOLICA(fanno solo bene ai preti Mangi-Mangi)l'importante che portano i soldi e se ne infischiano dei danni che fanno.

Anonimo ha detto...

PASSATI PER IL CAMMINO. INTERVISTA A UNA COPPIA DI EX NEOCATECUMENALI

05/04/2003
31805. CATANIA-ADISTA. Hermine Niess (ma in Italia tutti la chiamano Marina), è una donna austriaca di 61 anni. Dal 1972 è sposata con Concetto Bonaccorso, che oggi ha 57 anni. Dal loro matrimonio sono nati tre figli: Raffaella, Elisabetta ed Alfredo. Concetto e Marina per 15 anni sono stati nel Cammino neocatecumenale: hanno perciò avuto modo di conoscerlo in profondità, arrivando anche a diventare catechisti del movimento. Poi, dopo un periodo di sofferto travaglio, hanno deciso di chiudere quell'esperienza, rileggendo criticamente le loro scelte e le enormi contraddizioni che sembrano attraversare questa discussa esperienza di vita cristiana, che ha ricevuto solo pochi mesi fa (era il 29 giugno 2002) l'approvazione pontificia. Hanno recentemente scritto un dettagliato racconto dei loro anni trascorsi nel Cammino, pubblicato sull'ultimo numero de "Il cristiano fedele", foglio settimanale della parrocchia Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, la parrocchia dove è parroco don Elio Marighetto, sacerdote che da anni studia il movimento fondato da Kiko Argüello e Carmen Hernandez. Li abbiamo intervistati, chiedendo loro di raccontarci il Cammino visto "dal di dentro".

M: Innanzitutto voglio premettere che con la mia testimonianza voglio rendere un servizio alla Chiesa, non denigrarla. Io amo la Chiesa. La mia intenzione è solo quella di fare luce su una realtà che tradisce gli ideali evangelici. Ritengo che sul Cammino neocatecumenale sia necessario fare opera di verità. Da quando ne sono uscita, poi, la mia vita è diventata più serena. Vorrei che la stessa cosa potesse avvenire anche per altre persone, che magari si trovano ancora, tra mille conflitti, all'interno di questa esperienza. Tanti vivono infatti situazioni di dubbio, di conflitto o di rassegnazione all'interno del movimento, in uno stato di sudditanza senza speranza di riscatto.


Quanto tempo siete stati nel Cammino?
M: Siamo entrati nel Cammino nel 1984 e ne siamo usciti nel 1999. Ho conosciuto il Cammino neocatecumenale grazie alla mia professione di fisioterapista. Fu la madre d'una bambina che avevo in cura a farci conoscere questa realtà. Volevo da tempo provare a fare un'esperienza coinvolgente a livello umano e religioso; così accolsi il suo invito a partecipare agli incontri.

Che ruolo avevate all'interno del Cammino?
M: Siamo arrivati ad essere nominati catechisti, anche se non abbiamo mai effettivamente esercitato questa funzione. All'interno del Cammino c'è una rigida gerarchia per cui le persone che hanno cariche inferiori devono sempre rendere conto di ciò che fanno e di ciò che succede nei loro gruppi alle persone di grado superiore, fino a Kiko e Carmen che sono al vertice di questa piramide. Ci sono "capi catechisti" in ogni diocesi, che riferiscono direttamente a Kiko. Le decisioni prese in quella sede vengono trasmesse, attraverso la Convivenza di Riporto, ai catechisti regionali. Questi, le comunicano ai catechisti provinciali e a quelli delle singole comunità.

Dove stava la vostra comunità?
M: Nella parrocchia di Crocifisso dei Miracoli, a Catania. La nostra comunità inizialmente era formata da trenta-quaranta persone. Però adesso non c'è più quasi nessuno di quel gruppo: sono tutti usciti o in crisi. Quando le comunità diventano troppo piccole spesso viene fatta una fusione con un'altra comunità che si trovi nella stessa tappa del cammino: così è accaduto anche alla nostra. Queste fusioni creano spesso grandissime tensioni, perché ciascuna comunità è abituata a vivere in maniera separata, con dinamiche particolarissime. Quando più comunità vengono a contatto la cosa non è facile.

Qual è la ragione per cui voi siete usciti?
M: La ragione fondamentale è che ci siamo accorti che c'era una pressione incredibile esercitata dall'esterno sulla nostra vita personale, intima, che era esposta davanti a tutti. La mia vita matrimoniale, la mia situazione economica, tutto era sottoposto al giudizio. Spesso ci veniva chiesto conto del fatto che non pagavamo regolarmente la decima su tutto ciò che guadagnavamo, oppure che i soldi raccolti non erano sufficienti alla sopravvivenza della comunità.
C: Dovevamo dare il denaro. Se qualcuno non dava tutti i soldi richiesti era considerato un avido, un vigliacco, uno legato agli idoli. Dovevamo mettere i soldi in un sacco nero. Quindi teoricamente non c'era controllo sui soldi che ciascuno donava. Però si sapeva che tipo di reddito poteva avere ciascuno di noi. Quindi, a fine raccolta, i catechisti sapevano quanto, più o meno, doveva esserci nel sacco. Se la cifra non corrispondeva a questi calcoli, venivamo rimproverati aspramente.

Da che momento del Cammino cominciavano a richiedere la decima?
C: Dal momento della preghiera, che corrisponde al secondo passaggio, dopo 3-4 anni circa.

Come e quando si svolgono gli scrutini?
C: Sono i catechisti a decidere quando la comunità è pronta a passare ad una fase successiva del cammino. Solo allora i membri della comunità vengono interrogati dai catechisti, che fanno domande riguardanti la vita personale, per saggiare il livello di conversione alla fede di ciascuno. Gli scrutini si svolgono all'interno di saloni parrocchiali o in qualche salone degli alberghi dove si svolgono le convivenze. Di solito si svolgono la sera, dopo le 21 (e si protraggono, a volte, fino all'1.30). Ogni membro della comunità viene a turno fatto sedere avanti al crocifisso e di fronte all'équipe di catechisti e l'interrogatorio avviene davanti a tutti gli altri fratelli. La croce serve per far vedere, come prescrive Kiko, che i candidati si trovano davanti a Cristo, per cui in nessun modo si può mentire o essere reticenti. Le domande sono a tutto campo, e i catechisti non hanno riguardo per alcun tipo di privacy. Non fanno mai domande di carattere trascendente, ma si soffermano sempre a chiedere dei nostri rapporti coniugali, familiari, sessuali, sociali, lavorativi, ecc.

Da chi è composta l'équipe che compie lo scrutinio?
C: Interamente da laici, ad eccezione d'un membro che è il presbitero. Il suo ruolo però è del tutto marginale: i nostri scrutini erano sempre guidati dai laici. Se il sacerdote interviene è sempre per confermare quanto detto dai catechisti. Finito lo scrutinio, i catechisti si ritiravano per decidere tra loro se il candidato era o meno idoneo ad essere ammesso alla tappa successiva.
Spesso i contenuti dell'interrogatorio erano drammatici e succedeva che la gente si mettesse a piangere disperata. Alla presenza dei propri figli, genitori, consorti, si venivano a sapere particolari intimi, come le infedeltà coniugali. Ricordo che una coppia, davanti a tutti, apprese dalla figlia che aveva rapporti prematrimoniali col fidanzato. In un'altra occasione una donna raccontò i desideri sessuali del marito nei suoi confronti, per difendersi dalle accuse dei catechisti che ritenevano la coppia "chiusa alla vita".

Che vuol dire "chiusi alla vita"?
C: I neocatecumenali sostengono che nella Chiesa non è ammesso alcun metodo contraccettivo, neanche quelli naturali. Così chiunque aveva rapporti sessuali doveva evitare qualunque forma di controllo, fosse anche quello semplicissimo del calcolo dei giorni di maggiore o minore fertilità. Noi assistevamo attoniti agli interrogatori degli scrutini; però spesso questo tipo di situazioni creavano anche pettegolezzi e maldicenze tra di noi, specie su quelle persone che, prima di crollare di fronte ai catechisti, avevano sempre conservato ai nostri occhi un'aurea di santità. Ad ascoltare queste cose si diventa progressivamente cinici, insensibili alle sofferenza altrui. Ma l'intromissione nella vita privata delle persone non avviene solo durante gli scrutini. Se c'era ad esempio qualcuno che nella comunità non era ancora sposato, veniva preso di mira: gli dicevano "ma tu cosa cerchi?", "perché non ti sposi", "se sei ancora celibe vuol dire che ti masturbi, che non vivi in maniera casta", ecc. Insomma, per loro ad una certa età bisognava per forza o sposarsi o intraprendere la vita religiosa, altrimenti si era nel peccato. Assurdo. Per quanto riguarda la vita religiosa femminile, poi, per i neocatecumenali esistono solo le suore di clausura. Le altre suore per loro non servono.

Eravate sempre costretti o confessavate le vostre colpe anche in assenza di una sollecitazione esplicita?
C: Spesso le persone erano così soggiogate da queste dinamiche che confessavano cose intime anche quando non era esplicitamente richiesto. Questo ad esempio avveniva quando qualcuno di noi offriva una "testimonianza" del proprio cammino nella fede: in una assemblea regionale, un membro di un'altra comunità disse davanti a circa 300 persone di essersi unito a sua moglie durante la giornata trascorsa in albergo. A volte si confessavano colpe inventate o ingigantite, per non correre il rischio di essere chiamati davanti a tutti falsi o ambigui. Far vedere a tutti d'essere peccatori era quasi un motivo d'orgoglio, perché chi non aveva nulla da raccontare era visto da noi come un fariseo.

Se uno si rifiuta di raccontare?
C: Non era in comunione con la comunità e con Dio.

E il passaggio lo faceva lo stesso?
C: No, veniva respinto.

Succedeva?
C: A volte sì.

Chi conduceva gli scrutini della vostra comunità?
C: I catechisti della parrocchia di S. Leone Vescovo, a Catania; ma da dove venissero i nostri catechisti conta poco: gli scrutini li fanno nello stesso modo in tutto il mondo.

Non avevate catechisti interni alla vostra comunità parrocchiale?
C: I primi tempi avevamo catechisti del crocifisso dei Miracoli, la nostra parrocchia; dopo lo Shemà (una tappa del Cammino) abbiamo fatto la fusione con un'altra comunità che aveva catechisti di livello più alto, che venivano dalla I comunità di S. Leone, che è qui a Catania la parrocchia di riferimento per i neocatecumenali di tutta la città; un po' come lo è quella dei Martiri Canadesi a Roma.

Durante la Redditio la confessione viene resa non solo di fronte alla comunità neocatecumenale, ma di fronte a tutta l'assemblea riunita in Chiesa. È vero?
M: Questo è stato un altro motivo per cui sono uscita. Avevo fatto testimonianze davanti a mille, duemila persone. Ero stufa… La Redditio è la prima volta nel Cammino in cui recitiamo il credo. Prima di recitarlo, con la mano appoggiata alla croce, raccontiamo come era la nostra vita e come è diventata dopo aver conosciuto il Cammino. Per questa trasformazione avvenuta nella nostra vita affermiamo: "Credo in Dio Padre onnipotente, ecc…". Per l'occasione ci chiedono di invitare in chiesa amici, conoscenti, vicini di casa. E noi raccontiamo tutto, senza essere reticenti su nessun aspetto, anche il più intimo, della nostra vita.

Se qualcuno di voi dissentiva sul modo in cui i catechisti gestivano la comunità o sui contenuti delle catechesi?
C: Eravamo sempre d'accordo. Quando c'era qualche problema ci dicevano che loro erano gli annunciatori del kerigma, gli angeli inviati in nostro aiuto, le persone scelte da Dio per guidarci, che dovevamo rimanere al nostro posto. Se perseveravamo nella contestazione, voleva dire che eravamo presi dal demonio.
M: In principio qualcuno, anche mio marito, voleva esprimere dei dubbi, a volte polemizzare con alcune scelte: gli veniva detto che doveva limitarsi ad ascoltare, quasi non fosse in grado di intendere e di volere, e che potevamo solo essere guidati. Un giorno un catechista ci ha detto che tra di noi non ci sarebbe mai stata amicizia.

Cosa intendeva?
M: Che il loro compito era quello di farci da guide, non di esserci amici. Ricordo che durante le convivenze i catechisti mangiavano separati dagli altri membri della comunità, e non rivolgevano mai qualche battuta amichevole nei confronti degli altri. Erano staccati da noi, quasi fossimo sudditi verso i quali un gesto di convivialità poteva diminuire la loro autorità. Quando, nell'ultima Convivenza alla quale presi parte, durante la Penitenziale, quando ormai ero già piena di dubbi laceranti, dovuti anche alla lettura di un libro sul Cammino, parlai di queste cose con un prete, lui mi rispose che dovevo rimanere nel Cammino e, con tono risoluto, mi ordinò di bruciare quel libro. D'altra parte i catechisti dicevano di fare tutto in nome della Chiesa, per cui in qualche modo noi ci fidavamo ciecamente, tacitando i nostri dubbi e le nostre ritrosie. Quando poi parlavano i catechisti noi, io per prima, eravamo letteralmente terrorizzati. Io a volte per l'emozione sentivo di dovere andare in bagno.

Sono ricchi i catechisti?
M: Io non ho avuto la possibilità di verificarlo personalmente. Certo, come condizione economica quasi tutti i catechisti sono agiati: medici, professionisti… Però quando c'erano le convivenze loro non pagavano mai l'albergo, erano "i fratelli" a pagare per loro. Questo lo so con certezza perché, essendo stata nominata catechista, in una convivenza di ascolto sono stata esentata dal pagare.

Oltre la decima che altre richieste di denaro venivano fatte?
M: Per i seminari Redemptoris Mater, per i viaggi dei catechisti missionari… Quando c'era qualche passaggio che richiedeva la loro presenza, loro dovevano tornare, fosse pure per tre giorni, nelle loro città. Le spese dei loro viaggi le sostenevano le comunità più anziane della loro parrocchia di provenienza. Poi c'erano le raccolte per il Monte delle Beatitudini, in Terra Santa, dove si trova il centro di spiritualità neocatecumenale, le spese per pagare le baby sitter che le sere in cui ci sono le riunioni tengono i bambini piccoli dei membri della comunità.
Le racconto un fatto emblematico: le raccolte vengono fatte con un sacco nero, all'interno del quale ognuno deposita la sua offerta. Così ciascuno è libero di mettere quello che si sente. Anzi, ci veniva detto che dal sacco noi, se ne avevamo bisogno, potevamo anche prelevare liberamente dei soldi. Ma i sacchi per le raccolte erano di dimensioni enormi, sicché i soldi si trovavano sempre in fondo e per raccoglierli bisognava immergere il braccio in profondità. Così, se qualcuno voleva prendere e non versare denaro, se ne accorgevano tutti!

A parte i soldi vi chiedevano anche altri regali?
M: Non ci chiedevano mai espressamente dei regali a titolo personale ma di rinunciare all'attaccamento materiale. Durante lo Shemà (una particolare catechesi per scrutare il proprio attaccamento agli idoli, in preparazione al II passaggio), i catechisti chiedono ai candidati di staccarsi dai loro idoli, da mammona. Ci dicevano che eravamo idolàtri. Per testimoniare il nostro ripudio dei beni materiali ci chiedevano atti concreti, donazioni anche consistenti. Qualcuno è arrivato a donare anche beni immobili come terreni o appartamenti. In un'occasione ricordo che donai un anello con brillanti che avevo ricevuto da mio marito. In quella raccolta, che era destinata al finanziamento dei Redemptoris Mater non era stata raggiunta la cifra in denaro sufficiente; quindi, per raggiungerla, i catechisti ci dissero che potevamo anche offrire gli oggetti di valore che possedevamo. Prima di arrivare alla cifra desiderata si facevano anche tre o quattro giri con il sacco nero. Questa continua richiesta di denaro è stata una delle ragioni che mi ha fatto decidere di uscire. Spesso tornavo a casa senza più una lira.

Quante volte all'anno avvenivano queste raccolte?
C: Quando c'era la convivenza generale, una volta all'anno, all'inizio di autunno, per le convivenze regionali, poi ogni volta che si faceva una convivenza per il passaggio ad un'altra tappa del Cammino. Dopo il secondo passaggio veniva richiesta la decima, che si effettuava una volta al mese. Prima di allora, comunque, ogni settimana venivano fatte raccolte libere, per far fronte alle spese per la cura della sala dove si riuniva la comunità, per gli arredi sacri, ecc.

La celebrazione dell'eucarestia la facevate separatamente dal resto della comunità parrocchiale?
M: Sì, anche se era difficile trovare tanti sacerdoti disponibili il sabato sera. Perché ogni comunità celebra separatamente dall'altra.

Non vi sembrava strano fare la messa in questo modo?
C: Ora sì, ma allora ci sembrava naturale. Anche perché durante le celebrazioni, dopo la lettura del vangelo, c'erano le risonanze, ossia chi voleva poteva liberamente dire ciò che la Parola di Dio aveva comunicato alla sua vita, in termini molto concreti, quotidiani. Insomma, si creava un problema di riservatezza, anche nei confronti delle altre comunità; ci sembrava naturale che non venissero a sapere le nostre cose. Poi, purtroppo, le questioni personali non rimanevano mai nell'ambito della comunità.

Parliamo della confessione personale con il sacerdote…
M: L'unica persona che aveva un minimo di benevolenza nei nostri confronti era il sacerdote. Quindi per noi era comunque importante confessarci da lui, ottenere un poco di conforto. D'altra parte il presbitero era nella nostra stessa condizione: anche lui era nel Cammino, anche lui doveva fare le proprie confessioni davanti a noi. A noi era prescritto di non scendere mai ad un livello troppo personale con lui. Dovevamo limitarci a dirgli i peccati che avevamo commesso. A lui, allo stesso modo, era consentito solo di ascoltare la nostra confessione e di darci l'assoluzione. Non poteva in nessun modo farci la direzione spirituale, darci suggerimenti, incoraggiamenti. Quello era compito esclusivo dei catechisti. Insomma, del sacramento rimaneva solo l'aspetto più formale.

Come avveniva la confessione?
C: Ci si siedeva in cerchio per la liturgia penitenziale. Veniva letta la Parola di Dio, poi i sacerdoti si ponevano in mezzo al cerchio, si confessavano sottovoce uno con l'altro davanti a noi e dopo, in piedi, attendevano che anche noi ci confessassimo. Solo che era difficile, visto che l'ambiente non era parti-colarmente grande, che mentre ci si confessava la gente intorno non udisse ciò che si diceva. Allora per ovviare a questo durante le confessioni l'assemblea intonava dei canti, però tra un canto e l'altro c'era silenzio; allora bisognava stare attenti ad abbassare ulteriormente il tono della voce per non essere ascoltati.

È vero che dentro il Cammino si incita all'endogamia, cioè a sposarsi con persone interne al movimento?
M: Verissimo. Ho fatto così anch'io con mia figlia. Lei stava con un ragazzo che non era nel Cammino. Gli ho detto tante volte di farlo venire alle catechesi, ma lui non voleva. Io tormentavo mia figlia dicendogli che quel ragazzo non pensava secondo Cristo, che era lontano dalla Chiesa, la spingevo a lasciarlo. Nella mia casa sono avvenute litigate furibonde... era una cosa indescrivibile! Mia figlia alla fine è uscita dal Cammino. D'altra parte i catechisti ci dicevano sempre che era meglio costruirsi una famiglia vera, cristiana, con quelli che loro definivano "i figli di Israele": il paradosso è che "figli di Israele" erano considerati solo gli appartenenti al Cammino, per cui tra un ateo, un musulmano e un cristiano che non frequentava le catechesi per loro non c'era poi molta differenza.

Capitolo eucarestia: cosa mi dice?
M: Tremendo: anzitutto il Cammino, per l'eucarestia, usa il pane azzimo che molto più facilmente lascia briciole. Nessuno poi aveva cura di raccogliere queste briciole, che cadevano spesso per terra. I neocatecumenali non credono al sacrificio dell'eucarestia. Il pane consacrato doveva essere consumato tutto durante la celebrazione. E dopo? Non sono certa che per loro alla fine della Messa quel Pane fosse ancora il Corpo di Cristo dato che non si curavano minimamente delle briciole finite inavvertitamente per terra. Un sacerdote del Cammino che fa il cappellano militare a Livorno, con i parà della Folgore, un giorno mi disse: ma a che serve il tabernacolo? I primi cristiani non ce l'avevano!

Come avete accolto a giugno l'approvazione?
M: Per me è stato un dramma. Il cappellano militare a cui ho prima accennato me l'ha detto il giorno prima che la notizia fosse ufficiale. Ho pensato: ma dove è il papa? Mi sono sentita tradita dalla mia stessa Chiesa, quella che amo come una madre.

Voi eravate anche in contatto con l'arcivescovo di Cata-nia, mons. Bommarito…
C: Fu lui a contattarci perché voleva avere da noi una testimonianza. Se ne servì quando all'inizio del 2002 scrisse la sua lettera ai neocatecumenali.

E il successore di Bommarito, mons. Gristina, che posizione ha assunto?
M: So che a fine gennaio ha celebrato in cattedrale una messa di ringraziamento per l'approvazione del Cammino. Ma ormai non credo che nessun vescovo si possa sottrarre a queste celebrazioni ufficiali…
Chi è rimasto dentro, come vi tratta?
M: Siamo stati totalmente emarginati. Alcuni ci guardano con compassione o disprezzo, altri neanche ci guardano. Kiko stesso dice che nella Chiesa sono necessari i Giuda. Io sono una di quelli. Se non avessi la fede nella Chiesa, mi deve credere, sarei disperata. Ci sono stati anche suicidi nel Cammino.

Ci sono stati suicidi?
M: Ho ascoltato testimonianze di persone come me che affermano che qualche fratello uscito dal movimento è arrivato a suicidarsi per la solitudine e le sofferenze procurate loro. Io stessa conosco una sorella che, abbandonato il Cammino, ha tentato di uccidersi

Fonte:
http://www.cesap.net/index.php?option=com_content&task=view&id=1025&Itemid=58
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Don Fausto Parisi ha detto...

Solo alcune precisazioni. 1. La prima email arrivata al giornale parlava di una rissa nella chiesa della BMV, senza aggiungere nulla sulla identità di quelli che erano venuti alle mani. Per cui il mio primo articolo era stato condizionato da questa mancanza di notizie. 2. Successivamente mi sono arrivati altri particolari. E ho sempre scritto che se sono veri il fatto è serio, molto serio. La rissa è vera. Ma i protagonisti da alticci partecipanti alla messa erano addirittura membri di una comunità catecumale. Segno che la tensione in quella parrocchia è altissima tra le sue diverse componenti. Tutto qui. La caterva di commenti sta ad indicare che la cosa è davvero molto sentita. Non andrei troppo dietro le polemiche. Personalmente questo movimento non mi ha mai convinto. E' un po' come la storia con i musulmani. Ognuno può professare la fede che crede. Basta che poi non mi metta le mani addosso se io ne professo un'altra. Il fanatismo religioso è sempre stato segno di una debolezza della fede, mai di una sua forza. E questo da sempre. Don Fausto Parisi

Anonimo ha detto...

Don Fausto scrive:"E' tempo che le autorita' Eccl. intervengano."I Vescovi G.Casale e D'ambrosio sono stati imbottiti di lettere A.R contenente le ERESIE che facevano nelle parrocchie i Neocat.e non hanno fatto una piega figuriamoci se Tamburrino.....Comunque mia figlia è amica con una corista della BMV mi ha descritto la cosa come l'ha descritta Don Fausto.

Anonimo ha detto...

Mi sono recato in parrocchia in questo momento e sta cantanto il coro dei ragazzini (il coro degli adulti tutti assenti)sono assenti anche tutti i ministranti (don Mimmo sta celebrando da solo)l'assemblea quasi vuota.Ogni Bene.(Collaboratore GRIS)

Anonimo ha detto...

Per chi conosce un po' i N.C. ciò che è accuduto a Foggia non meraviglia affatto!
Se proprio vogliamo trovare un motivo del perché questi "fratelli" si sono potuti infiltrare nelle strutture della Chiesa cattolica e La stanno degenerando bisogna prima capire due cose:
1) la scarsa preparazione dei sacerdoti che escono dai seminari senza una conoscenza almeno decente di teologia, dogmatica, morale, liturgia ecc.;
2) la facilità con cui riescono a "far apprezzare" la disponibilità di soldi che "propongono" ai sacerdoti riluttanti ad "aprirsi" alle loro catechesi.
Quando queste due situazioni non si verificano la prepotenza dei N.C. degenera nell'intolleranza come avvenuto a Foggia.
Vogliamo continuare noi laici a subire queste prepotenze o non è il caso che ci facciamo sentire a tutti i livelli contro questi infiltrati che si ispirano (parole di Kiko) al catechismo olandese e ai libri protestanti di un certo teologo Bonhoeffer delle cui idee sono pieni i testi del Cammino neocatecumenale?

Per ultimo vi segnalo un sito molto interessante

http://www.internetica.it/neocatecumenali/index.html

Buon 2008 e che il Signore illumini i cuori e le menti di tutti ma in special modo di chi deve decidere come, finito il periodo di 5 anni ad experimentum, il Cammino debba accettare di essere nella Chiesa cattolica secondo le regole della Chiesa cattolica (appunto!) ovvero essere messo al bando rischiando molte crisi di coscienza non solo dei "fratelli" N.C. ma soprattutto di tanti sacerdoti, Vescovi e anche di qualche Cardinale che si sono fatti abbindolare.
Purtroppo in questo caso per questi consacrati non si può accettare il concetto PECUNIA NON OLET! perché la simonia è ancora peccato grave, soprattutto per loro.

Anonimo ha detto...

I neocatecumenali sono una chiesa nella nostra CHIESA. Sono la rovina della Chiesa Cattolica.www.geocities.com/Athens/Delphi/6919

Anonimo ha detto...

Vescovo di Foggia-Bovino ,non mi dite che state dormendo? E' ora che si svegli.E tu Vice Vescovo perchè non gridi ad alta voce quello che hanno fatto i neocatecumenali nei tuoi 10 anni circa quando eri parroco alla B.M.V?(fino a 4 anni fa).Ti ricordi la scena del registratore?E tutte le altre cose? Quindi datevi una MOSSA altrimenti la diamo noi laici andando a ROMA con striscioni di DOMENICA.

Anonimo ha detto...

Sono V. di Foggia.
Volevo portare a conoscenza di tutta la cittadinanza dello scempio che si trova nella parrocchia REGINA DELLA PACE rione Martucci.
Entrando in questa chiesa(settimane fa')mi sono chiesto:"mi trovo in una chiesa cattolica?"
Che ci fa' un altare in mezzo all'assemblea?
Mi sono informato sulla cosa e ho scoperto che il parroco uscente don ROCCO è un forte tarato neocatecumenale modificando l'interno della chiesa proprio come afferma KIKO nei suoi scritti(vedi orientamenti......).
Adesso farà la stessa cosa alla MADONNA DEL ROSARIO???
Speriamo di no!!!!
Buon TAMBURRINO ed ora di prendere il thè e abbandonare la CAMOMILLA!!!

Anonimo ha detto...

Quello che è successo alla B.M.V. non è ancora successo nella mia parrocchia. Ma potrebbe succedere!!! Anche qui c'è una Schola Cantorum, circa la metà dei componenti non appartenengono a nessun gruppo o movimento ecclesiale, ma sono "semplici" fedeli che hanno il carisma del canto e lo mettono a servizio della comunità parrocchiale. Questo coro anima puntualmente una delle celebrazioni domenicali, nonchè tutte le celebrazioni solenni e festive della parrocchia. Non vi racconto le sofferenze a cui è sottoposto il direttore del coro a causa delle forti pressioni esercitate dai responsabili del CNC i quali "pretendono" di suonare con le loro "svariate e innumerevoli" chitarre, e solo con i loro canti, le celebrazioni solenni, con la pretesa di esercitare un loro diritto. Fanno continuamente la parte delle vittime (quando le vittime sono il resto della comunità parrocchiale) e torturano il parroco con continue telefonate, visite a casa e (scusate la ripetizione ma è il termine giusto) pressioni (aggiungerei a questo punto) psicologiche. La verità è che si credono loro la Chiesa e il loro modo di celebrare è l'UNICO. Il Papa, la Congregazione della Dottrina della fede, la CEI, la CEP si sono ampiamente espressi al riguardo, ma loro non obbediscono. Alcuni parroci a Foggia dicono che per prendere posizioni aspettano che si pronuncino il Vescovo e il suo vicario. A mio parere (non per sminuire i suddetti) non servirebbe la loro parola visto che c'è quella del Papa, ma dato che c'è chi la vuole perchè non si pronunciano in modo chiaro? Lei, Eccellenza, ultimamente si è incontrato più volte con il cammino e loro Le hanno presentato tutte le "conversioni" per evidenziare come sono bravi: è come chiedere "all'acquaiolo se l'acqua è buona". Lo chieda ai poveri parrocchiani che li subiscono, lo chieda a coloro che ne sono usciti e che non si avvicinano più in chiesa, sapranno dirLe se "l'acqua" è buona! Lo chieda, non in ultimo, al suo vicario che ne ha subite molte dal momento in cui non ha più fatto semplicemente "parte" del Cammino.

Anonimo ha detto...

Kiko negli "ORIENTAMENTI....."ha scritto:" Col tempo cambieremo la parrocchia e la sua struttura.."Questo è l'obbiettivo dei N.C altro che chiamare alla fede i lontani.Vogliamo le parrocchie a Foggia come sono state costruite INTESI VESCOVO.........

Anonimo ha detto...

Mi è arrivata un'altra email che è dello stesso autore della prima che parlava di una rissa in chiesa senza capire bene chi fossero gli attori delle parti avverse. Ora lo sa e lo scandalo è ancora più evidente. Ma la sua testimonianza è preziosa per capire due cose: primo, alcuni membri della comunità catecumale cantava sopra le righe e ha fatto invervosire il direttore del coro, secondo, è stato il direttore che ha inveito contro il solista (FUORI CORO)e di là sono arrivati alle mani. Ma c'è un codicillo. Sia nella prima versione come nella seconda chi fa la figura del pavido è il parroco che non ha avuto il coraggio e la forza di arginare questa situazione. In ogni caso la cosa va isolata in questo quadro di riferimento. I commenti successivi apparsi su questo sito, sono altra cosa e parlano di tensioni latenti tra le due comunità che vann avanti praticamente da sempre. Ogni occasione è buona per farle riemergere. A mio avviso solo uno dei tanti problemi della nostra diocesi, non certo il peggiore. Riporto l'intervento di Sante Ferrulli, autore della prima email. Ho avuto l'autorizzazione per la sua pubblicazione.

Carissimo,
la cosa sta prendendo veramente una piega da scandalo mediatico (ma non è stato ciò scandaloso in sè???)

ho letto la tua precisazione-approfondimento pubblicato oggi 3 gen.

debbo puntualizzarti un paio di cose.

1) all' atto degli accadimenti io stavo all'ultimo banco a destra fila centrale e i "coristi N.C." all'ultimo e penultimo banco fila centrale a sinistra, quindi meglio di me per tutto il tempo non li poteva tener d'occhio nessuno (e tu ti fidi di quello che dico io, giusto?)

2) Al momento dei fatti non sapevo che i "disturbatori" fossero neocat., però ora mi spiego come mai, all'uscita dalla messa, ho visto un affiatato gruppo transgenerazionale venirmi incontro perorando la causa dei giovani. Io uscendo ero andato incontro ad uno di essi (mi sembrava fosse il leader, che però non cantava) e gli ho fatto un segno di appluso dicendo: -Complimenti, ci siete riusciti a rovinare la messa e a far incazzare l'organista. E loro più altri a rispondere: E che non si possono cantare i canti durante la messa??? Per la verità garbati nel rispondere e in sollucchero per la "riuscita" del raffinato blitz anti-coro ufficiale. Alla fine non ho potuto comunque che complimentarmi per la loro bravura esecutoria (in tutti i sensi...)

3) il tuo anonimo informatore di oggi riporta:

. Quest' anno la cosa si è ripetuta durante il canto dell'Eucarestia dove l'organista (Mario D’alessandro) è stato costretto a fermare la musica e avvicinandosi agli aderenti del cammino chiedendo gentilmente di smetterla di fare dispetti con contro canti che non fanno parte del coro,uno di questi ha dato un piccolo tocco di piede dell'organista che con questo gesto l'assemblea si è trasformata in rissa. I neocatecumenali erano irriconoscibili e molto aggressivi contro di tutti, l'organista e altre persone sono andati a casa a medicarsi . Fuori dalla chiesa si sono scaraventati contro l’auto di un prete(di oltre 70 anni tirando calci e pugni sull’auto) che aveva cercato di calmare la cosa. Ma la chiesa quando da un taglio a questa ……che si trova nel cuore della nostra Chiesa Cattolica?”

orbene:

a) l'organista non ha chiesto gentilmente; è andato spedito sbraitando "andate fuori" e altri in suo supporto con "vergogna" ecc... ecc... e ha spintonato il "solista" facendolo andare a terra in modo plateale e rumoroso, col seguito che già ho detto.

b) Non mi sembra che il coro ufficiale andava male per colpa loro. il fatto è che si stavano innervosendo e non erano all' altezza della situazione.

c) del seguito ho appreso da l'Attacco e da Bengodinius, per cui violenza risponde a violenza.

d) Il don Rosario ultrasettantenne non è quello che a San giovanni battista ha sostituito i quadri originali con quelle chiaviche attuali???

In conclusione, i neocat hanno peccato di superbia e di vanità, l'organista e sodali di Ira e sacrilegio (come definire la sua reazione messa durante???)

La lettera all' Attacco reclamando
un tuo intervento era più rivolto verso l'atteggiamento di don Mimmo, pavido e in bambola.

Tamburrino sarà all'altezza? dubito.

A voi i commenti.

Anonimo ha detto...

Conosco benissimo i neocatecumenali, feccia della feccia, che si ammantano di ipocrita perbenismo e farisaismo della peggiore specie. Dove allignano loro, scompaiono tutte le altre realtà: Comunione e Liberazione, Azione Cattolica, Opus Dei... se in una parrocchia è presente una di queste realtà, l'arrivo dei neocatecumenali la fa sparire, dissolvere.
Mia suocera appartiene a costoro ed è di un'odiosità unica: mi ha rovinato la famiglia, plagiando mia moglie, inferferendo nell'educazione dei miei figli, plagiandoli, tanto che il più piccolo non mi obbedisce più in nulla. Solo la nonna merita il suo rispetto e la sua obbedienza.
Un padre disperato.

Anonimo ha detto...

Leggete il libro del (fu) padre Enrico Zoffoli "Verita' sul cammino Neocatecumenale" Edizioni Segno -Udine .Questo libro contiene piu' di 400 testimonianze firmate.(Rimmarrete a bocca aperta di cio' che hanno scritto i fuoriusciti).

Marco ha detto...

Vi segnalo questo altro blog sui neocatecumenali: molto interessante e ricco di riflessioni.

http://neocatecumenali.blogspot.com/

Anonimo ha detto...

Molto probabilmente in primavera cambio del parroco con 5 anni d'anticipo.Sapete chi viene?(Mamma MIA Brrrrrrrrrrrrr.)Neoc.AUGURI.

Anonimo ha detto...

"IL MOVIMENTO NEO-CATECUMENALE PREDICA L'ODIO IN FAMIGLIA". UNA LETTERA A LOPEZ TRUJILLO
32460. ROMA-ADISTA. "[…] in Gesù Cristo tu costruirai la famiglia. Per questo vi dico: Guardate, il cristianesimo, il primo mito che distrugge è la famiglia, che è un mito tremendo, quando la famiglia è una religione!".
È un passaggio del volume "Orientamenti alle équipes di catechisti per la convivenza della rinnovazione del primo scrutinio battesimale", uno dei tredici libri di catechesi scritti da Kiko Arguello e Carmen Hernandez che circolano tuttora solo in forma riservata e dattiloscritta all'interno del Cammino neocatecumenale. Esplicita uno dei capisaldi del Cammino: la comunità neocatecumenale deve essere posta al di sopra di tutto, anche della famiglia, e se questa diventa "una religione" (un "idolo", per utilizzare un altro termine caro a Kiko) diviene un intralcio al processo di conversione dei membri della comunità, e va combattuta.
Una teoria (e una pratica) di cui racconta di aver personalmente fatto le spese Augusto Faustini, 60 anni, funzionario in un Ente pubblico, sposato con tre figli maschi, neocatecumenale per tre anni. Il 10 agosto scorso Faustini ha scritto una lettera al card. Alfonso López Trujillo, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia. Lo ha fatto per avvertire il dicastero vaticano voluto dal Concilio per promuovere e salvaguardare il ruolo e il valore dell'istituto familiare, di come "anche all'interno della Chiesa cattolica, esistono dei veri e propri attentati alla concezione cristiana di 'famiglia'". Perché, spiega Faustini, "lo scrivente è uno dei tanti ai quali l'organizzazione neocatecumenale ha distrutto la famiglia". A lui "il 27 aprile del 1992, alle ore 17, in presenza di testimoni, il parroco responsabile della parrocchia di S. Leonardo Murialdo, in Roma, dove i neocatecumenali si riunivano e si riuniscono tuttora, padre Domenico Paiusco, dei 'Giuseppini del Murialdo'", ha imposto "il divorzio di fatto", convincendo sua moglie ed i suoi figli ad allontanarsi da lui, pur di "mantenere nella loro organizzazione il grosso della famiglia. Giustificò il provvedimento citando le disposizioni di s. Paolo in merito alle coppie formate da una donna ed un marito 'pagano'". All'interno dei neocatecumenali, infatti, tutti coloro che si professano cattolici ma non hanno abbracciato la fede di Kiko sono considerati alla stregua dei pagani.
Ma non si tratta solo di una, seppure sconcertante, vicenda personale. Durante la sua permanenza nel Cammino, afferma Faustini, "ho avuto modo di verificare, dall'interno, quale è la concezione di "famiglia" messa in atto dai dirigenti della organizzazione neocatecumenale". A quella tradizionale, spiega Faustini, sostituiscono un'"unica grande famiglia di 40-50 persone guidate da un unico Capo famiglia (il "Catechista")", stravolgendo così ogni "progettualità di coppia, che è uno dei fondamenti della famiglia tradizionale cristiana". Inoltre, "l'aumento naturale delle amicizie interne, unito al crescente controllo psicologico dei dirigenti, annulla ogni possibilità di confronto e di dialogo con le realtà familiari esterne alle comunità stesse".
Per non parlare delle rituali "confessioni pubbliche", durante le quali "si entra in particolari così intimi, scabrosi e delicati che quello che dovrebbe essere un equilibrio esclusivo della coppia viene sconvolto ed annullato definitivamente! Tutti i segreti intimi, e persino i peccati commessi nel passato, divengono patrimonio della comunità, distruggendo l'intimità esclusiva della coppia". Inoltre, "i genitori devono fare la confessione pubblica davanti ai figli che, quindi, vengono a conoscenza di particolari scabrosi e vergognosi della loro vita intima, col risultato della distruzione definitiva della stessa figura genitoriale".
Il paradosso è che proprio l'organizzazione neocatecumenale "si vanta di stimolare la creazione di nuove famiglie". Un fatto "vero solo in apparenza". Infatti, "quando un giovane (o una giovane) raggiunge l'età di 20-25 anni, viene posto davanti ad un bivio che non ammette eccezioni: divenire prete o suora di clausura (naturalmente continuando a restare legati all'organizzazione) oppure sposarsi al più presto facendo la scelta del partner all'interno della organizzazione stessa, secondo la pratica della 'Endogamia' ('sposate le figlie di Israele'). Se un giovane è già fidanzato con una ragazza esterna alla organizzazione, deve farla entrare nel cosiddetto 'Cammino', oppure dovrà cambiare fidanzata!". Faustini assicura di non parlare "per sentito dire": "Quello che Le dico - spiega a Trujillo - è accaduto anche a tutti e tre i miei figli. Il mio terzo figlio, studente, disoccupato e senza casa, fidanzato con una ragazza studentessa, disoccupata e senza casa, è stato fatto sposare al compimento dei 26 anni, perché Kiko Arguello non vuole che i 'suoi' giovani siano 'tentati' dal demonio sul terreno della castità!".
Se all'interno del nucleo familiare nascono disaccordi, "si deve esporre il problema all'interno della Comunità neocatecumenale, perché 'la vera famiglia è la Comunità"'! Se uno dei due coniugi non è d'accordo, e ne vuole parlare senza il controllo della Comunità, viene accusato di 'mormorazione' e, trascinato davanti alla Comunità, deve giustificarsi e chiedere scusa! Durante gli 'scrutini', poi, dovrà convincere i Catechisti d'aver capito la lezione e che non lo farà mai più". Se per caso uno dei due coniugi tenti di sfuggire al soffocante abbraccio e formuli magari delle critiche nei confronti del Cammino, "i Catechisti intervengono sull'altro coniuge convincendolo che Dio parla agli uomini attraverso di loro ('angeli inviati dal Signore') e che il demonio sta cercando di allontanarli dalla organizzazione, agendo sul coniuge cattivo. Gli ricordano: Se il tuo coniuge ti è d'inciampo, odialo! Lo stesso farai con chiunque vorrà separarti da noi: figli, fratelli e genitori compresi!".
Da decenni tutto "è vissuto, trattato e giudicato da persone laiche estranee alla coppia stessa. Ognuno può immaginare quali effetti distruttivi scaturiscano da una situazione simile. La maggior parte delle coppie viene rovinata per sempre". Del resto, sin dai primi incontri di catechesi, i capi del movimento insegnano "che il matrimonio, la famiglia, il lavoro, i figli, gli averi, quando diventano importanti, sono 'idoli che vanno odiati'; 'i figli sono spazzatura!'". Un precetto che promana direttamente dal lider maximo del movimento: Kiko infatti, racconta Faustini, insegna che "la famiglia è un mito terribile quando diventa religione! La cristianità la deve distruggere!", e che "Se la moglie è innamorata di suo marito, o il marito della moglie, si sono fatti un idolo! Devono imparare ad odiare".
Fiduciosa nelle gerarchie vaticane la conclusione di Faustini: "Alla luce di quanto Le ho testimoniato, credo che Lei, Eccellenza, non mancherà di prendere posizione a difesa della famiglia almeno all'interno della Chiesa, prima che il mondo laico possa accorgersi di contraddizioni così imbarazzanti".



ADISTA N°59 - 4.9.2004

Anonimo ha detto...

Complimenti per la documentazione.(Cagliari)

Anonimo ha detto...

Ottime testimonianze.(Anoia inf.Reggio C.)

Anonimo ha detto...

Siete i plagiati di Kiko.Avete assimilato tutto cio' che lui ha scritto negli Orientamenti.Se siete dei veri Cristiani mettete in pratica 1Tess 5,21 e seg.Ascoltate la Bibbia e non l'uomo.(Ascoli. P.)

Anonimo ha detto...

Perchè non andate su GOOGLE e cercate "Neocatecumenali" .Ci sono un'infinita' di commenti.Al lettore il pensiero.Il mio pensiero: Neocatecumenali siete una Setta.(Osimo AN)

Anonimo ha detto...

Dal libro di don Zoffoli pag. 142 -"Verita' sul cammino N..."Si legge: Cittá (...) 19 febbraio 1994
La teste’ crede di essere autorizzata ad affermarlo in seguito al comportamento dei catechisti neocatecumenali.
1° Un pane, avanzato all'Eucaristia, e stato portato da mio marito in casa e dato in pasto agli uccellini!!
2° Mi e stato riferito che, altro neocatecumenale, sempre con il pane avanzato dalla celebrazione dell'Eucaristia, "ha fatto colazione inzuppandolo nel caffelatte".(SASA')

Anonimo ha detto...

Vai Sasa vai.La gente vuol sapere.Antonio e M.....(Treviso)

Anonimo ha detto...

È un po’ lungo ma vi prego di leggere tutto . (se volete leggere i testi citati per intero li troverete facilmente su internet)
MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ
BENEDETTO XVI
PER LA XXIII GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ
Lo Spirito Santo, anima della Chiesa e principio di comunione
…4.Ma per comprendere la missione della Chiesa dobbiamo tornare nel Cenacolo dove i discepoli restarono insieme (cfr Lc 24,49), pregando con Maria, la "Madre", in attesa dello Spirito promesso. A quest'icona della Chiesa nascente ogni comunità cristiana deve costantemente ispirarsi. La fecondità apostolica e missionaria non è principalmente il risultato di programmi e metodi pastorali sapientemente elaborati ed "efficienti", ma è frutto dell'incessante preghiera comunitaria (cfr Paolo VI, Esort. apost. Evangelii nuntiandi, 75). L'efficacia della missione presuppone, inoltre, che le comunità siano unite, abbiano cioè «un cuore solo e un'anima sola» (cfr At 4,32), e siano disposte a testimoniare l'amore e la gioia che lo Spirito Santo infonde nei cuori dei fedeli (cfr At 2,42). Il Servo di Dio Giovanni Paolo II ebbe a scrivere che prima di essere azione, la missione della Chiesa è testimonianza e irradiazione (cfr Enc. Redemptoris missio, 26). Così avveniva all'inizio del cristianesimo, quando i pagani, scrive Tertulliano, si convertivano vedendo l'amore che regnava tra i cristiani: «Vedi - dicono - come si amano tra loro» (cfr Apologetico, 39 § 7).
Concludendo questo rapido sguardo alla Parola di Dio nella Bibbia, vi invito a notare come lo Spirito Santo sia il dono più alto di Dio all'uomo, quindi la testimonianza suprema del suo amore per noi, un amore che si esprime concretamente come "sì alla vita" che Dio vuole per ogni sua creatura. Questo "sì alla vita" ha la sua forma piena in Gesù di Nazaret e nella sua vittoria sul male mediante la redenzione. A questo proposito non dimentichiamo mai che l'Evangelo di Gesù, proprio in forza dello Spirito, non si riduce ad una pura constatazione, ma vuole diventare "bella notizia per i poveri, liberazione per i prigionieri, vista ai ciechi...". E’ quanto si manifestò con vigore il giorno di Pentecoste, diventando grazia e compito della Chiesa verso il mondo, la sua missione prioritaria.
Noi siamo i frutti di questa missione della Chiesa per opera dello Spirito Santo. Noi portiamo dentro di noi quel sigillo dell'amore del Padre in Gesù Cristo che è lo Spirito Santo. Non dimentichiamolo mai, perché lo Spirito del Signore si ricorda sempre di ciascuno e vuole, mediante voi giovani in particolare, suscitare nel mondo il vento e il fuoco di una nuova Pentecoste.
5. Lo Spirito Santo "Maestro interiore"
Cari giovani, anche oggi lo Spirito Santo continua dunque ad agire con potenza nella Chiesa e i suoi frutti sono abbondanti nella misura in cui siamo disposti ad aprirci alla sua forza rinnovatrice. Per questo è importante che ciascuno di noi Lo conosca, entri in rapporto con Lui e da Lui si lasci guidare. Ma a questo punto sorge naturalmente una domanda: chi è per me lo Spirito Santo? Non sono infatti pochi i cristiani per i quali Egli continua ad essere il "grande sconosciuto". Ecco perché, preparandoci alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù, ho voluto invitarvi ad approfondire la conoscenza personale dello Spirito Santo. Nella nostra professione di fede proclamiamo: «Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita e procede dal Padre e dal Figlio» (Simbolo di Nicea-Costantinopoli). Sì, lo Spirito Santo, Spirito d'amore del Padre e del Figlio, è Sorgente di vita che ci santifica, «perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5,5). Tuttavia non basta conoscerLo; occorre accoglierLo come guida delle nostre anime, come il "Maestro interiore" che ci introduce nel Mistero trinitario, perché Egli solo può aprirci alla fede e permetterci di viverla ogni giorno in pienezza. Egli ci spinge verso gli altri, accende in noi il fuoco dell'amore, ci rende missionari della carità di Dio…..

LETTERA "Ogniqualvolta"
DI SUA SANTITA' PAPA GIOVANNI PAOLO II
A MONSIGNOR PAUL JOSEF CORDES
30 Agosto 1990

Ogniqualvolta lo Spirito Santo fa germinare nella Chiesa impulsi di una maggiore fedeltà al Vangelo, fioriscono nuovi carismi che manifestano tali realtà e nuove istituzioni che le mettono in pratica. E' stato così dopo il Concilio di Trento e dopo il Concilio Vaticano II.
Tra le realtà generate dallo Spirito ai nostri giorni figurano le Comunità Neocatecumenali, iniziate dal Signor K. Argúello e dalla Signora C. Hernandez (Madrid, Spagna), la cui efficacia per il rinnovamento della vita cristiana veniva salutata dal mio predecessore Paolo VI come frutto del Concilio: "Quanta gioia e quanta speranza ci date con la vostra presenza e con la vostra attività... Vivere e promuovere questo risveglio è quanto voi chiamate una forma di "dopo il Battesimo" che potrà rinnovare nelle odierne comunità cristiane quegli effetti di maturità e di approfondimento che nella Chiesa primitiva erano realizzati dal periodo di preparazione al Battesimo" (Paolo VI alle Comunità Neocatecumenali, Udienza Generale, 8 maggio 1974, in Notitiae 96-96, 1974, 230).
Anch'io, nei tanti incontri avuti come Vescovo di Roma, nelle parrocchie romane, con le Comunità Neocatecumenali e con i loro Pastori e nei miei viaggi apostolici in molte nazioni, ho potuto constatare copiosi frutti di conversione personale e fecondo impulso missionario.
INFINE VORREI AGGIUNGERE QUELLO CHE DICE IL VANGELO:
Matteo:
«Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata. A chiunque parlerà male del Figlio dell'uomo sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro».
Marco:
«Tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini, e anche tutte le bestemmie che diranno, ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna».
Luca:
«Chiunque parlerà contro il Figlio dell'uomo gli sarà perdonato, ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo non sarà perdonato».


NON VOGLIO ACCENDERE POLEMICHE MA CREDO CHE SIA BENE CONCLUDERE QUESTA DISCUSSIONE PER SEMPRE E FAR DECIDERE A DIO (E A CHI PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO è A CAPO DELLA CHIESA) Ciò CHE è BENE PER LA CHIESA STESSA.

Anonimo ha detto...

Sasa' vi presenta la test.n 105 del libro "Verita'sul camm.Neoc."di don Zoffoli.105 - "I NEOCATECUMENALI SONO
LA SETTA PIu' SPREGEVOLE..."
Cittit L.), 18 ottobre 1988 14.:greg. Dr. (...),
Accolgo con vero piacere la notizia che da venerdi 21 c.m. Ella sara’ il conduttore della rubrica televisiva VIAGGIO INTORNO ALL'uomo. "Al giornalista che non sa mentire", io, suo vecchio estimatore (vecchio anche per eta’), auguro buon lavoro e grande successo.
Le rinnovate esigenze di religiositA’ nell'uomo d'oggi "sara’ uno dei temi piu’ delicati e inquietanti che affronteremo. Sembra che it mondo stia vivendo un'esplosione di religiositA’ spuria che non ha molto a che vedere con la fede". Sacrosante parole le sue!
Ede proprio in merito alla fede - scopo preciso di questa mia - che Le chiedo: sa quante sono le settete che infestano it nostro beneamato Paese? Ben ottocento!
Non c'e italiano che non sappia chi sono i Testimoni di Geova perché la stampa quasi quotidianamente si occupa di loro, ma quanti sono quelli che sanno chi sono i NEOCATECUMENALI? Forse neanche Lei, prestigioso giornalista sempre ben informato, saprebbe rispondere a questa domanda. i NEOCATECUMENALI sono la setta piu’ spregevole che, per assurdo che possa sembrare, agisce nella Casa di Dio con la benedizione del Papa.
Ospitati, si, in poche parrocchie perche la quasi totalita’ li rifiuta considerandoli profanatori e stravolgitori della. Chiesa di Cristo, ma e quanto Basta per fare tutto il male che fanno alle tante famiglie cristiane i cui congiunti hanno avuto la malasorte di essere irretiti, plagiati e trasformati in irreversibili fanatici della loro assurda fede della malefica setta.
Se Lei volesse saperne di piu’ Le basterebbe contattare i Suoi colleghi Alberto Bobbio e Sandro Magisteri i cui articoli al riguardo sono apparsi ri
spettivamente sul mensile JESUS dell'agosto 1987 e L'EsPREsso del 18.11.1987.
Denuncie, angosciose invocazioni rivolte a vescovi e cardinali non hanno mai meritato un rigo di risposta, miglior fartuna hanno avuto le varie suppliche rivolte al Vaticano dove fara’ buona guardia Francisco Arguello (ideatore e fondatore della setta), Carmen Hernandez e don Mario Pezzi.
Avra’ Lei la possibilita’ di portare all'attenzione del Paese un si grave problema? So che Lei non manca di coraggio, ma vincere l'ostracismo che certamente Biagio Agnes opporra’ non sara’ cosa facile.
Le auguro comunque buon lavoro, Dr. Zavoli, e si abbia con le scuse per il disturbo l'espressione della mia rinnovata stima.
ettera firmata)

Anonimo ha detto...

Mio caro fratello,la bestemmia contro lo SPIRITO SANTO sta a dire che chi ha conosciuto la VERITA' e poi la rinnega non verra' perdonato.Il fondatore de cammino ha scritto dei testi "Gli Orientamenti "che contengono altro che ERESIE,il sig Kiko pur sapendo della cosa non ha mai fatto un ripristino "ERRATA CORRIGE" Come mai?Perche' non leggi gli orientamenti e li confronti con la BIBBIA?.Come mai quando fanno le catechesi nelle parrocchie i cosiddetti catechisti del cammino dicono le cose scritte contenute negli orientamenti?OGNI BENE da un sincero cattolico (SASA')

Anonimo ha detto...

Sasa' vi presenta pag 134.del libro di don Zoffoli "ERESIE DEL MOV..... NEOCATECUMENALE"134 TESTIMONIANZE
Un architetto
«...Per quanto riguarda il contenuto, che ho gia letto avidamente, debbo esprimerle tutta la mia approvazione e soddisfazione. Anch'io ho avuto la disgrazia (assieme a mia moglie e ad una figlia) di far parte del M.N. di (...) e vi sono rimasto; cosi ho percorso un cammino di 8 anni!!! Posso confermarle brevemente le notizie comunicate da altri neocatecumeni e da Lei riportate nel volume.
«Mia sorella, una volta, confesso’ che aveva fatto i nove Venerdi in onore del S. Cuore. Non lo avesse mai fatto, perche i catechisti si beffavano di lei ridendo. Ad una sorella anziana, ora morta, in occasione degli scrutini (si trattava di una sorella religiosissima, ministro straordinario, che aveva fatto voto di castita), dopo aver intinto le loro dita (catechistiche) in tutte le faccende intime, Le chiesero se, dopo la morte del marito, non aveva piu’ avuto rapporti sessuali con altri uomini; ad una ragazza fecero con fessare che si masturbava, ecc.
«Pretendevano che nessuno mancasse in occasione degli scrutini che duravano parecchie settimane. Durante il mio scrutinio chiesi se si trattasse di confessione pubblica; mi risposero di no, ma non diedero alcuna spiegazione. Alla fine mi rimandarono in 2a (dalla prima) perche’ non mi ritenevano ancora maturo. Fu l'occasione che mi spinse ad andarmene definitivamente.
«Mi aspettavo che, da buoni pastori, avrebbero fatto di tutto per far rientrare all'ovile (da cui in fondo erano stati loro ad allontanarmi) la pecorella smarrita. Non mi hanno mai cercato, ne i fratelli coi quali si scambiavamo baci e abbracci, non hanno piu’ dato segno di amicizia! — Non mi pare, ma penso di dilungarmi riferendo episodi di intolleranza, pettegolezzi e cattiveria VARIE. Non parliamo poi della vendita dei beni (ci furono casi cosi pietosi che mi fa pena parlarne!). Ringrazio il Signore che mi ha aperto gli occhi ed ha permesso che si verificassero degli incidenti che avrebbero potuto decidermi ad andar (Segue la firma)

Anonimo ha detto...

Sasa' Vi presenta la test. n 46 del libro di don Zoffoli"Verita' sul cammino N...."46 - «"I NEOCATECUMENALI, NUOVI FALSI PROFETI "
SECONDO IL PADRE PIO,
Citta (...), 28.12.93 Rev.mo P Enrico,
seppi da padre Camillo, con il quale mi Sono trovato l'ultima estate a Rivisondoli, mentre predicavo gli Esercizi Spirituali alle Monache
Agostiniane, che aveva pubblicato un'opera (o piu’) circa ii Movimento dei
neocatecumenali eLa loro dottrina. Nel mese dicembre ho lettO il suo ar-
ticolo su Chiesa viva veramente chiarificante circa le perniciose eresie di questo movimento. IL Venerato Padre Plo da Pietralcina chiamo’ i neocalecumenali "i nuovi falsi orofeti"gia’ al loro inizio. E cosi e’ stato.
Vengo al dunque. Avrei necessitA’ di avere almeno tre copie del suo libro
che non so dove reperire.
Se le potesse inviare Lei, oppure indicarmi in quale libreria le potrei reperire, sarebbe un grandissimo favore. Rifondero’ subito tutte le spese, ma
di questi libri ho urgente necessitA’.
E la ringrazio, Padre Enrico, per l'immenso bene che sta facendo alla Chiesa vera con i suoi scritti. E una battaglia dura, ma non ci e consentito
di arrenderci.
Con immensa stima. Dev.mo in Xsto.Lettera Firmata.

Anonimo ha detto...

Mamma mia.(Aldo da GENOVA)

Anonimo ha detto...

Sasa'vi presenta la test..n231 pag 400 del libro di don Zoffoli"Verita' sul camm....Neocat...."231 - UN VESCOVO INGLESE CONDANNA
I NEOCATECUMENALI: JAVISIONI
E SOFFERENZE IN QUALCHE PARROCCHIA>>
Mons. Joseph Buckley, vescovo cattolico della diocesi di Cliftono (Inghilterra), ha proibito ai neocatecumenali ogni attivita' di proselitismo e di reclutamento nella sua diocesi. "Puzza troppo di setta - ha affermato mons. Buckley - e c'e un pericolo di danno psicologico per i seguaci. Ha causato divisioni e sofferenze in qualche parrocchia. Parecchi vescovi condividono queste mie preoccupazioni". Le comunita neocatecumenali, fondate in Spagna nel 1964, sono attive in Gran Bretagna da 23 anni. In Italia uno studio critico sulle comunita e stato pubblicato dal noto teologo passionista p. Enrico Zoffoli (Eresie del Movimento Neocatecumenale, ed. Segno). Da Corrispondenza romana del 26/5195.

Anonimo ha detto...

Pag. 11 (3° capoverso)dal testo” Orientamenti….. per la fase di conv.”Si legge:
"Gesu’Cristo e l'inviato del Padre per distruggere tutte le barriere che separano gli uomini e formare la Koinonia, la Comunione tra gli uomini, la Chiesa. Quali barriere separano gli uomini? L’eta’:.. Altre barriere: donne e uomini; poveri e ricchi; intelligenti e non intelligenti. Gesu’ Cristo viene a rompere tutte queste barriere per creare tra noi la Comunione nel suo Sangue .Nota: Le idee qui esposte troveranno, nel corso della catechesi, uno sviluppo sempre maggiore!
Per i NC Gesu’, il Figlio di Dio, si e incarnato per distruggere le barriere che separano gli uomini: eta’, poverta, ignoranza, sesso, ecc. Questa puo’ essere la convinzione di chi non riconosce GesU come Figlio di Dio e di tanti atei che logicamente limitano l'attivita di Cristo ad una redenzione puramente sociale dell'uomo, ma non del vero credente. Un cristiano sa dalla Rivelazione e dall'insegnamento della Chiesa, che GesU' e venuto, prima di tutto, per togliere la barriera che separa l'uomo da Dio: il peccato. E da questa iniziale e fondamentale separazione, che Sono sgorgate poi tutte le altre (cfr. C.C.C..n° 457, 461, 462, 549, 550, 599, 601, 602, 606, 607, 608 e 617).
(SASA)

Anonimo ha detto...

Pag. 24 (3° capoverso)"Orien..per la fase di con..."
"Perche ii miracolo fisico è molto limitato. Anzitutto nel farlo, Dio costringe un po' l'uomo perchê s'impone".
Nota: La frase contiene una enorme falsita’ ed una grave offesa alla Santita di Dio.
"II miracolo e una imposizione di Dio sull'uomo!". Come si osa affermare che il
miracolo e una imposizione di Dio sull'uomo quando e l'uomo stesso che lo chiede?
Come si osa affermare che il miracolo fisico e molto limitato quando la storia
della Chiesa e dei Santi e piena di miracoli? La storia di molti Santuari e anche
una storia di miracoli fisici oltre che morali. D'oggi in poi, secondo l'opinione di
Kiko, i santuari piu’ famosi del mondo, dovranno essere eliminati perche’ Sono i
luoghi dove si manifesta non la misericordia, ma la prepotenza di Dio sull'uomo?
Dio non s'impone neppure quando ci chiede di credere a Lui (cfr. C.C.C.
n° 154, 160, 166, 301, 311, 387, 396, 397, 782, 1036, 1250, 1439, 1705, 1707,
1730, 1731, 1732, 1738, 1742, 1747, 1749, 1782, 1828, 1861, 1993 e 2002).
SASA.

Anonimo ha detto...

Pag. 28 (1° capoverso)Del testo "Orientamenti....per la fase di conversione"
" ...vogliamo formare nella parrocchia una comunita che sia segno. Questa comunita alla lunga cambiera Ia pastorale e Ia struttura della pa rrocchia ".
Nota: Ecco l'obiettivo vero dei neocatecumenali: cambiare la pastorale e, alla lunga , la struttura della parrocchia, altro che chiamare alla fede... "i lontani"! Questo sta avvenendo ovunque i neocatecumenali mettono piede; da ospiti diventano padroni. Si arrivano a trasformare le strutture stesse della Chiesa senza alcun rispetto delle norme emanate in materia dall'autorita competente. I N.C. non entrano in una parrocchia se non viene concessa loro piena autonomia liturgica, pastorale, giurisdizionale. Per raggiungere piu facilmente il suo scopo Kiko ha fondato nuovi Seminari per futuri sacerdoti che lavoreranno esclusivamente per le comunita' neocatecumenali e per portare le Parrocchie a quel cambiamento totale, a cui generalmente i sacerdoti diocesani non si adattano. L'obiettivo, non utopico, da raggiungere e questo! Lo dice chiaramente al 2° capoverso di pag. 29 e lo ripetono continuamente i catechisti e gli aderenti del Movimento! A Kiko, che si propone di voler trasformare la pastorale e la struttura della parrocchia, consigliamo di meditare le seguenti parole del Card. (oggi Papa)Ratzinger: " Dobbiamo avere sempre presente che la Chiesa non e nostra ma sua, di Cristo. Dunque le riforme e i :rinnovamenti, pur sempre doverosi, non possono risolversi in un nostro darci da fare zelante per erigere nuove, sofisticate strutture. Il massimo che puO' risultare da un lavoro del genere e una Chiesa "nostra", a nostra misura, che puo' magari essere interessante ma che, da sola, non e per questo la Chiesa vera, quella che ci sorregge con la fede e ci da la vita col sacramento. Voglio dire che cio' che noi possiamo fare e infinitamente inferiore a Colui che fa. Dunque "riforma" vera
non significa tanto arrabattarci per erigere nuove facciate, ma(al contrario di
quarto pensano certe ecclesiologie) "riforma" vera e darci da fare per far sparire
nella maggior misura possibile ciO' che e nostro, cosi che meglio appaia ciO' che e suo, del Cristo. E una verita' che ben conobbero i santi, i quali, infatti, riformarono in profondo la Chiesa non predisponendo piani per nuove strutture, ma riformando se stessi". (Messori: Rapporto sulla fede, p. 53).
Da notare, inoltre, che i componenti le Comunita non provengono quasi mai dalla parrocchia in cui si installano, ma da altre parrocchie, dove i parroci non hanno voluto che sorgessero. Ma, mentre affermano di voler portare un contributo alla parrocchia, in molti casi, vi rimangono fino a quando il parroco che
accoglie permette loro di fare qualunque cosa e si mette completamente a loro servizio. Quando questo diminuisce o viene a mancare, le comunita se ne vanno in cerca di altre parrocchie o di altri parroci piu disponibili ed obbedienti del primo. Abbiamo innumerevoli esempi di questi trasferimenti di comunita' neocatecumenali, in continua ricerca di nuove terre promesse! sono veramente "Comunita in cammino"!!
(SASA)PS:Tutte le spiegazioni sono tratte da "UN SEGRETO SVELATO".G.CONTI

Anonimo ha detto...

Sasa a quando le testimonianze?Saluti da Calogero(Giarre -Catania)

Anonimo ha detto...

Il problema che non si è parlato è:Il padre del giovane neoc.che ha bisticciato con Mario invece di dare l'esempio di "PADRE" e CRISTIANO mettendo "PACE" All'improvviso ha dato un bel esempio a tutti i presenti scaravendandosi anche lui contro Mario Nell'atrio della Canonica.Francesco.Z. Foggia